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	<title>Giustizia Climatica</title>
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	<description>Esplorando il nesso tra giustizia sociale, politica e cambiamenti climatici</description>
	<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 19:53:30 +0000</pubDate>
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		<title>La verità sul clima: Numeri brutali e speranze fievoli</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 19:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Analisi]]></category>

		<category><![CDATA[Clima]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Kevin Anderson, vice Direttore is del Tyndall Centre for Climate Change Research (UK) in una presentazione (in inglese, 57 minuti) del Luglio 2011 parla senza peli sulla lingua e discute la reale situazione del clima. L&#8217;obiettivo precauzionale di 2C è stato concepito oltre 10 anni fa. Allo stato attuale, considerando come le conseguenze dei cambiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Kevin Anderson, vice Direttore is del Tyndall Centre for Climate Change Research (UK) in una presentazione (in inglese, 57 minuti) del Luglio 2011 parla senza peli sulla lingua e discute la reale situazione del clima. L&#8217;obiettivo precauzionale di 2C è stato concepito oltre 10 anni fa. Allo stato attuale, considerando come le conseguenze dei cambiamenti climatici si vadano manifestando più velocemente, l&#8217;obiettivo precauzionale dovrebbe essere di 1C. Ma l&#8217;obiettivo di 1C non è più raggiungibile. Gli obiettivi di lungo termine, al 2050, significano in pratica procrastinare, passare il testimone alla prossima generazione, e lavarsi le mani oggi. Invece alla brutalità dei numeri - della scienza - corrisponde una mancanza di volontà politica, ed un affievolirsi delle speranze di mantenere le temperature entro limiti gestibili.<br />
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		<title>Strategie legali per la giustizia climatica</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 22:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[UNFCCC]]></category>

		<category><![CDATA[diritto internazionale]]></category>

		<category><![CDATA[comuni ma differenziate responsabilità]]></category>

		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito condividiamo un&#8217;intervista al Direttore della Fondazione per il Diritto Internazionale Ambientale e dello Sviluppo (FIELD), in cui vengono discussse alcune strategie legali per la giustizia climatica. In particolare, alla luce di un meeting di esperti tenutosi nel 2011, e in vista delle prossime scadenze del regime climatico, si discute: 1) dei meccanismi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito condividiamo un&#8217;intervista al Direttore della <a href="http://www.field.org.uk" target="_blank">Fondazione per il Diritto Internazionale Ambientale e dello Sviluppo</a> (FIELD), in cui vengono discussse alcune strategie legali per la giustizia climatica. In particolare, alla luce di un meeting di esperti tenutosi nel 2011, e in vista delle prossime scadenze del regime climatico, si discute: 1) dei meccanismi di conciliazione previsti nella Convenzione sul Clima in relazione alla responsabilità per danni derivanti dai cambiamenti climatici; 2) delle previsioni relative alle &#8220;speciali condizioni e bisogni dei paesi meno sviluppati&#8221;, da definire e articolare proprio da parte di tali paesi, nell&#8217;ambito del quadro normativo del <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/docs/cbdr-politics-clima-vdl-giustizia-climatica29072009.pdf" target="_blank">principio di comuni ma differenziate responsabilità</a> (PDF) delle parti della Convenzione. L&#8217;intervista è in inglese.<br />
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		<title>Il Decreto Monti sulle liberalizzazioni all&#8217;esame del Clima: Bocciato?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 18:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

		<category><![CDATA[combustibili fossili]]></category>

		<category><![CDATA[politica climatica]]></category>

		<category><![CDATA[idrocarburi]]></category>

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		<category><![CDATA[Monti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bozza del Decreto Liberalizzazioni (PDF), con data 17/01/2012, è stata pubblicata, e GiustiziaClimatica ha dato un&#8217;occhiata. Senza soffermarci sulle tante disposizioni problematiche (in particolare quelle sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali!), abbiamo focalizzato l&#8217;attenzione su alcune norme specificatamente rilevanti per la politica climatica italiana del prossimo futuro. Nel Decreto ci sono tre articoli che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2012/economia/liberalizzazioni.pdf" target="_blank">bozza del Decreto Liberalizzazioni</a> (PDF), con data 17/01/2012, è stata pubblicata, e GiustiziaClimatica ha dato un&#8217;occhiata. Senza soffermarci sulle tante disposizioni problematiche (in particolare quelle sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali!), abbiamo focalizzato l&#8217;attenzione su alcune norme specificatamente rilevanti per la politica climatica italiana del prossimo futuro. Nel Decreto ci sono tre articoli che rilevano in particolare per la futura politica italiana in materia di prospezione, coltivazione ed estrazione di risorse di idrocarburi, risorse combustibili con effetti climalteranti.</p>
<p><span id="more-763"></span><br />
<em><strong>Aggiornamento:</strong> La <a href="http://media2.corriere.it/corriere/content/2012/pdf/liberalizzazioni.pdf" target="_blank">versione finale del Decreto Liberalizzazioni</a> ha leggermente modificato il quadro. Gli articoli relativi a prospezione e coltivazione di risorse di idrocarburi sono diventati l&#8217;articolo 16 e l&#8217;articolo 17. Sembra mancare un articolo corrispondente all&#8217;articolo 22 della bozza del 17 Gennaio che noi avevamo visionato. Lasciamo comunque l&#8217;articolo nella versione originale, fatta salva questa precisazione.</p>
<p></em><br />
Gli articoli in questione sono l&#8217;articolo 20 (sviluppo di risorse energetiche nazionali strategiche), l&#8217;articolo 21 (in materia di promozione degli investimenti offshore) e l&#8217;articolo 22 (semplificazione e liberalizzazione delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi). L&#8217;articolo 20 tratta in particolare di un ampliamento delle attività estrattive già in corso in Basilicata. Ci si chiede quali saranno gli effetti, al di là di quelli climatici (più estrazioni più emissioni; più idrocarburi disponibili per la combustione, più emissioni), dato che la relazione specifica che: </p>
<blockquote><p>Tale sviluppo risulta rallentato o impedito dalle difficoltà derivanti dall’insediamento degli impianti di estrazione di idrocarburi, spesso in competizione con altre attività di sfruttamento del territorio, generalmente di minore valore economico ma fortemente radicate e che generano occupazione</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo 21 si occupa invece di investimenti offshore. In particolare va a modificare norme pre-esistenti, che prevedono due tipologie di divieti:</p>
<blockquote><p>il primo, inerente lo svolgimento di attività riguardanti gli idrocarburi sia liquidi che gassosi in mare all&#8217;interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale, in virtù di leggi nazionali, regionali o in attuazione di atti e convenzioni internazionali e nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno di tali aree; il secondo, relativo ai soli idrocarburi liquidi nella fascia marina compresa entro cinque miglia dalle linee di base delle acque territoriali lungo l&#8217;intero perimetro costiero nazionale.
</p></blockquote>
<p>Tali divieti vengono ammorbiditi dal decreto, e tale ammorbidimento vuole, nelle intenzioni  del governo Monti, rendere possibili attività di &#8220;ricerca e prospezione di idrocarburi in una area più vicina alle coste senza compromettere l&#8217;ecosistema&#8221;. Inoltre la relazione specifica che tra gli obiettivi vi sono quello di favorire il rimpiazzo della produzione nazionale i cui giacimenti sono arrivati a maturità, e quello di stimolare investimenti di tecnologia (Ci viene da commentare che sono investimenti nel passato, e che la situazione del clima globale preme chiaramente verso conservazione di energia e sviluppo di fonti rinnovabili, con filiere locali/zzate e a gestione diffusa).</p>
<p>La parte forse più emblematica della relazione, è riportata per intero, data la sua natura di, vorremmo dire, &#8220;dichiarazione di dipendenza&#8221; dalle agenzie di rating. Ecco:</p>
<blockquote><p>Si sottolinea come lo sviluppo delle attività di prospezione e coltivazione di idrocarburi sia tra i parametri oggetto di valutazione da parte delle Agenzia di rating per la stima della solidità economica degli Stati. A titolo esemplificativo, si rileva che tra le ragioni che hanno indotto, lo scorso 9 settembre, Standard &#038; Poor&#8217;s ad alzare il rating di Israele ad &#8216;A+&#8217; da &#8216;A&#8217;, c&#8217;è stata proprio la decisione del governo israeliano di sviluppare le attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi nelle proprie acque territoriali.</p></blockquote>
<p>La relazione prevede anche il &#8220;rientro&#8221; di &#8220;almeno 40 operatori&#8221;, in seguito all&#8217;entrata in vigore della normativa prevista nel decreto, di cui buona parte presumibilmente straniere.  Infatti, una delle regioni addotte nella relazione per l&#8217;ammorbidimento dei divieti è quella degli ostacoli posti, dalla vigente normativa &#8220;severa&#8221;, ad investimenti e ad attività di prospezione. Questa è una riproposizione delle reazioni dell&#8217;industria degli idrocarburi, come evidente da questo <a href="http://www.assomineraria.org/news/view.php?news_pk=5322" target="*blank">articolo dell&#8217;Assomineraria</a> (l&#8217;associazione dell&#8217;industria mineraria e petrolifera in italia) a seguito dell&#8217;entrata in vigore della normativa ora in via di abrogazione tramite il Decreto Monti.</p>
<p>L&#8217;articolo 22 infine, si occupa di semplificazione e liberalizzazione delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. In particolare prevede l&#8217;identificazione di blocchi da assegnare con gara europea, nell&#8217;ambito delle zone del mare territoriale e della piattaforma continentale aperte alla prospezione (e in cui l&#8217;attività di prospezione di idrocarburi è libera). Interessante notare come la valutazione ambientale strategica sia posticipata ad un momento successivo al conferimento delle aree, con presumibili effetti sui possibili risultati di tale valutazione (dato che si sarebbero già assegnate concessioni esclusive ad operatori privati).</p>
<p>Ma questi sono solo i momenti salienti delle disposizioni contenute nel decreto, oltretutto presentate a seguito di una scansione velocicissima. Potete leggere poi <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2012/economia/liberalizzazioni.pdf#page=52" target="_blank">l&#8217;intero testo dei tre articoli citati</a> (PDF), e delle relative relazioni (così come il <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2012/economia/liberalizzazioni.pdf" target="_blank">testo integrale della bozza di decreto</a>).</p>
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		<title>Pablo Solon parla di Diritti della Natura e Cambiamenti Climatici</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:28:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Diritti della Natura]]></category>

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		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Pablo Solon]]></category>

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		<description><![CDATA[Pablo Solon discute di cambiamenti climatici, politica del clima e diritti della natura, durante un seminario tenuto al Centre for Civil Society dell&#8217;Università di KwaZulu-Natal, a Durban (Sud Africa)

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pablo Solon discute di cambiamenti climatici, politica del clima e diritti della natura, durante un seminario tenuto al Centre for Civil Society dell&#8217;Università di KwaZulu-Natal, a Durban (Sud Africa)</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/KD9Mld6BI8c" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Conclusione della COP17 e Conferenza Stampa dell&#8217;Unione Europea in Video</title>
		<link>http://www.giustiziaclimatica.org/2011/12/11/conclusione-della-cop17-e-conferenza-stampa-dellunione-europea-in-video/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 17:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[COP17]]></category>

		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco due video che propongono la conclusione della COP17 (circa 5 minuti), e la conferenza stampa dell&#8217;Unione Europea (circa 23 minuti) susseguente la chiusura dei lavori ufficiali della COP. 



[videofilmati di OneWorldTV]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco due video che propongono la conclusione della COP17 (circa 5 minuti), e la conferenza stampa dell&#8217;Unione Europea (circa 23 minuti) susseguente la chiusura dei lavori ufficiali della COP. </p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SmWDViNJLk8?version=3&#038;feature=player_detailpage"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/SmWDViNJLk8?version=3&#038;feature=player_detailpage" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="550" height="360"></object></p>
<p>
<object style="height: 390px; width: 640px"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5Sm8mehF04k?version=3&#038;feature=player_profilepage"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/5Sm8mehF04k?version=3&#038;feature=player_profilepage" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="550" height="360"></object></p>
<p>[videofilmati di <a href="http://www.youtube.com/user/OneWorldTV" target="_blank">OneWorldTV</a>]</p>
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		<title>La COP17 adotta testo: progresso o apartheid del clima?</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 10:51:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[COP17]]></category>

		<category><![CDATA[Durban]]></category>

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		<category><![CDATA[giustiziaclimatica]]></category>

		<category><![CDATA[UNFCCC]]></category>

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		<description><![CDATA[La COP17 si è conclusa, 36 ore dopo il termine ufficiale, con l&#8217;adozione di un testo - il Durban Package - che solleva molti dubbi, critiche, e poche speranze di vedere una riduzione effettiva e significative delle emissioni climalteranti per i prossimi 5-10 anni. Pur se salutato come un reale progresso (vedi articolo di Repubblica.it) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La COP17 si è conclusa, 36 ore dopo il termine ufficiale, con l&#8217;adozione di un testo - il Durban Package - che solleva molti dubbi, critiche, e poche speranze di vedere una riduzione effettiva e significative delle emissioni climalteranti per i prossimi 5-10 anni. Pur se salutato come un reale progresso (vedi articolo di <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2011/12/11/news/clima_accordo_nella_notte_s_a_trattato_globale-26418199/" target="_blank">Repubblica.it</a>) - ed in particolare dai i supoi sponsor, Unione Europea in primis - il testo prevede poca sostanza e molti rinvii, con il Protocollo di Kyoto solo formalmente salvato, e ogni reale obbligo di riduzione rinviato alla conclusione di un nuovo strumento che non inizierebbe a spiegare effetti fino al 2020. In attesa di riflettere su tutti gli elementi rilevanti - visione condivisa, mitigazione, adattamento, tecnologia, finanza, e poi REDD, meccanismi di mercato, forma legale - e di presentare un&#8217;analisi su GiustiziaClimatica (ma potete dare nel frattempo uno sguardo al nostro <a href="http://twitter.com/#!/giustiziaclima" target="_blank">live tweeting</a> delle ultime ore della COP17), proponiamo di seguito il comunicato stampa della coalizaione Climate Justice Now!, pubblicato a caldo. Il comunicato si apre dicendo che la COP17 soccombe ad un&#8217;apartheid del clima<br />
<span id="more-742"></span></p>
<h2>2011 COP17 succumbs to Climate Apartheid!</h2>
<p><i>Antidote is Cochabamba Peoples’ Agreement!</i></p>
<p>Decisions resulting from the UN COP17 climate summit in Durban constitute a crime against humanity, according to Climate Justice Now! a broad coalition of social movements and civil society. Here in South Africa, where the world was inspired by the liberation struggle of the country’s black majority, the richest nations have cynically created a new regime of climate apartheid</p>
<p>&#8220;Delaying real action until 2020 is a crime of global proportions,&#8221; said Nnimmo Bassey, Chair of Friends of the Earth International. &#8220;An increase in global temperatures of 4 degrees Celsius, permitted under this plan, is a death sentence for Africa, Small Island States, and the poor and vulnerable worldwide. This summit has amplified climate apartheid, whereby the richest 1% of the world have decided that it is acceptable to sacrifice the 99%.&#8221;</p>
<p>According to Pablo Solón, former lead negotiator for the Plurinational State of Bolivia, &#8220;It is false to say that a second commitment period of the Kyoto Protocol has been adopted in Durban. The actual decision has merely been postponed to the next COP, with no commitments for emission reductions from rich countries. This means that the Kyoto Protocol will be on life support until it is replaced by a new agreement that will be even weaker.&#8221;</p>
<p>The world’s polluters have blocked real action and have once again chosen to bail out investors and banks by expanding the now-crashing carbon markets – which like all financial market activities these days, appear to mainly enrich a select few.</p>
<p>&#8220;What some see as inaction is in fact a demonstration of the palpable failure of our current economic system to address economic, social or environmental crises,&#8221; said Janet Redman, of the Washington- based Institute for Policy Studies. &#8220;Banks that caused the financial crisis are now making bonanza profits speculating on our planet’s future. The financial sector, driven into a corner, is seeking a way out by developing ever newer commodities to prop up a failing system.&#8221;</p>
<p>Despite talk of a &#8220;roadmap&#8221; offered up by the EU, the failure in Durban shows that this is a cul-de-sac, a road to nowhere. Spokespeople for Climate Justice Now! call on the world community to remember that a real climate program, based on planetary needs identified by scientists as well as by a mandate of popular movements, emerged at the World People’s Summit on Climate Change and Mother Earth in Bolivia in 2010. The Cochabamba People’s Agreement, brought before the UN but erased from the negotiating text, offers a just and effective way forward that is desperately needed.</p>
<p>For more information, contact: Mike Dorsey – mkdorsey@professordorsey.com, or call+27 (0)79 863 8756 or +1-734-945-6424 <br/>Nick Buxton – nick@tni.org or call +27(0)81 589 8564 or +1 530 902 3772 ADDITIONAL</p>
<h2>BACKGROUND</h2>
<p><em>On technology</em></p>
<p><br/>&#8220;The technology discussions have been hijacked by industrialized countries speaking on behalf of their transnational corporations,&#8221; said Silvia Ribeiro from the international organization ETC Group. Critique of monopoly patents on technologies, and the environmental, social and cultural evaluation of technologies have been taken out of the Durban outcome. Without addressing these fundamental concerns, the new technology mechanism will merely be a global marketing arm to increase the profit of transnational corporations by selling dangerous technologies to countries of the South, such as nanotechnology, synthetic biology or geoengineering technologies.</p>
<p><em>On agriculture</em><br />
<br/>&#8220;The only way forward for agriculture is to support agro-ecological solutions, and to keep agriculture out of the carbon market,&#8221; said Alberto Gomez, North American Coordinator for La Via Campesina, the world’s largest movement of peasant farmers. &#8220;Corporate Agribusiness, through its social, economic, and cultural model of production, is one of the principal causes of climate change and increased hunger. We therefore reject Free Trade Agreements, Association Agreements, and all forms of the application of Intellectual Property Rights to life, current technological packages (agrochemicals, genetic modification) and those that offer false solutions (biofuels, nanotechnology, and climate smart agriculture) that only exacerbate the current crisis.&#8221;</p>
<p><em>On REDD + and forest carbon projects</em><br />
<br/>&#8220;REDD+ threatens the survival of Indigenous Peoples and forest-dependent communities. Mounting evidence shows that Indigenous Peoples are being subjected to violations of their rights as a result of the implementation of REDD+-type programs and policies,&#8221; declared The Global Alliance of Indigenous Peoples and Local Communities against REDD and for Life. Their statement, released during the first week of COP17, declares that &#8220;REDD+ and the Clean Development Mechanism (CDM) promote the privatization and commodification of forests, trees and air through carbon markets and offsets from forests, soils, agriculture and could even include the oceans. We denounce carbon markets as a hypocrisy that will not stop global warming.&#8221;</p>
<p><em>On the World Bank and the Global Climate Fund</em></p>
<p><br/>&#8220;The World Bank is a villain of the failed neoliberal economy,&#8221; says Teresa Almaguer of Grassroots Global Justice Alliance in the U.S. &#8220;We need a climate fund managed by participatory governance, not by an anti-democratic institution that is responsible for much of the climate disruption and poverty in the world.&#8221; &#8220;The Green Climate Fund has been turned into the Greedy Corporate Fund,&#8221; said Lidy Nacpil, of Jubilee South. &#8220;The fund has been hijacked by the rich countries, on their terms, and set up to provide more profits to the private sector&#8221;</p>
<p><em>On the Green Economy</em></p>
<p><br/>&#8220;We need a climate fund that provides finance for peoples of developing countries that is fully independent from undemocratic institutions like the World Bank. The Bank has a long track record of financing projects that exacerbate climate disruption and poverty&#8221; said Lidy Nacpil, of Jubilee South. &#8220;The fund is being hijacked by the rich countries, setting up the World Bank as interim trustee and providing direct access to money meant for developing countries to the private sector.  It should be called the Greedy Corporate Fund!&#8221;</p>
<p>Climate policy is making a radical shift towards the so-called &#8220;green economy,&#8221; dangerously reducing ethical commitments and historical responsibility to an economic calculation on cost-effectiveness, trade and investment opportunities. Mitigation and adaption should not be treated as a business nor have its financing conditioned by private sector and profit-oriented logic. Life is not for sale.</p>
<p><em>On climate debt</em><br />
<br/>&#8220;Industrialized northern countries are morally and legally obligated to repay their climate debt,&#8221; said Janet Redman, Co-director of the Sustainable Energy &#038; Economy Network at the Institute for Policy Studies. &#8220;Developed countries grew rich at the expense of the planet and the future all people by exploiting cheap coal and oil. They must pay for the resulting loss and damages, dramatically reduce emissions now, and financially support developing countries to shift to clean energy pathways.&#8221;</p>
<p>Developed countries, in assuming their historical responsibility, must honor their climate debt in all its dimensions as the basis for a just, effective, and scientific solution. The focus must not be only on financial compensation, but also on restorative justice, understood as the restitution of integrity to our Mother Earth and all its beings. We call on developed countries to commit themselves to action. Only this could perhaps rebuild the trust that has been broken and enable the process to move forward.</p>
<p><em>On real solutions</em><br />
<br/>&#8220;The only real solution to climate change is to leave the oil in the soil, coal in the hole and tar sands in the land.&#8221; Ivonne Yanez, Acción Ecologica, Ecuador</p>
<p>For more information, contact:</p>
<p><br/>Mike Dorsey – mkdorsey@professordorsey.com, or call+27 (0)79 863 8756 or +1-734-945-6424</p>
<p><br/>Nick Buxton – nick@tni.orgor call +27(0)81 589 8564 or +1 530 902 3772</p>
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		<title>Pablo Solon spiega a John Vidal (The Guardian) perchè la COP17 è fallita</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 17:08:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Durban]]></category>

		<category><![CDATA[Pablo Solon]]></category>

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		<description><![CDATA[Un altro intervento di Pablo Solon, già capo delegazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia presso la UNFCCC. Questa volta Solon spiega a John Vidal (corrispondente per l&#8217;ambiente del The Guardian), in un&#8217;intervista di oltre 10 minuti, i perchè del fallimento della COP17 di Durban.

[videofilmato di SommerFilms]
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro intervento di Pablo Solon, già capo delegazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia presso la UNFCCC. Questa volta Solon spiega a John Vidal (corrispondente per l&#8217;ambiente del <a href="http://www.guardian.co.uk" target="_blank">The Guardian</a>), in un&#8217;intervista di oltre 10 minuti, i perchè del fallimento della <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/cop17">COP17</a> di Durban.</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ggtg2F-xebc?version=3&#038;feature=player_detailpage"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/Ggtg2F-xebc?version=3&#038;feature=player_detailpage" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="550" height="360"></object></p>
<p>[videofilmato di <a href="http://www.youtube.com/user/SommerFilms">SommerFilms</a>]</p>
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		<title>Conferenza stampa di Climate Justice Now! alla COP17</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 15:45:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[COP17]]></category>

		<category><![CDATA[Climate Justice Now! Coalition]]></category>

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		<category><![CDATA[Proteste]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Video della Conferenza stampa della colazione Climate Justice Now! alla COP17 di Durban e di proteste fuori dalla sede della COP17.</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6Qn6n-W1JAc?version=3&#038;feature=player_detailpage"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/6Qn6n-W1JAc?version=3&#038;feature=player_detailpage" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="550" height="360"></object></p>
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		<title>Pablo Solon sul fallimento della #COP17 di #Durban</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:15:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[COP17]]></category>

		<category><![CDATA[Durban]]></category>

		<category><![CDATA[Pablo Solon]]></category>

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		<description><![CDATA[Pablo Solon, già capo delegazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia presso la UNFCCC, spiega le ragioni del fallimento della COP7 di Durban, sullo sfondo di false bozze negoziali circolate nella notte tra venerdì e Sabato, e di voci che indicano una COP17 bis da tenersi a Maggio (aggiornamento: forser in Corea del Sud). Solon sottolinea, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pablo Solon, già capo delegazione dello Stato Plurinazionale della Bolivia presso la UNFCCC, spiega le ragioni del fallimento della COP7 di Durban, sullo sfondo di false bozze negoziali circolate nella notte tra venerdì e Sabato, e di voci che indicano una COP17 bis da tenersi a Maggio (<em>aggiornamento</em>: forser in Corea del Sud). Solon sottolinea, tra le altre cose, come le delegazioni dei paesi in via di sviluppo sono portate in giro durante i negoziati, per poi scoprire che le decisioni, le bozze, i testi, sono preparati nelle cosiddette <em>back rooms</em>.</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V5QJu_Nivsw?version=3&#038;feature=player_detailpage"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/V5QJu_Nivsw?version=3&#038;feature=player_detailpage" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="550" height="360"></object></p>
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		<title>Attivisti per la giustizia climatica attaccati a Durban #COP17</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 23:22:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[COP17]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Durban]]></category>

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		<description><![CDATA[Volontari con tute verdi della COP17 attaccano a Durban attivisti progressisti per la giustizia climatica, durante un incontro tra Zuma (il Presidente Sudafricano) e gruppi della società civile a City Hall, intorno a mezzogiorno. Alcuni attivisti hanno mostrato ad un certo punto cartelli chiedendo a Zuma di schierarsi con l&#8217;Africa con i poveri e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volontari con tute verdi della COP17 attaccano a Durban attivisti progressisti per la giustizia climatica, durante un incontro tra Zuma (il Presidente Sudafricano) e gruppi della società civile a City Hall, intorno a mezzogiorno. Alcuni attivisti hanno mostrato ad un certo punto cartelli chiedendo a Zuma di schierarsi con l&#8217;Africa con i poveri e non con Washington, o criticando fortemente il &#8220;mandato di Durban&#8221; (promosso tra gli altri dalla Unione Europea, e che verrebbe a costituire un strategia del rinvio, una sostituzione della BAli Roadmap e, secondo <a href="https://www.ecologistasenaccion.org/article21907.html" target="_blank">un articolo di Ecologistas en Accíon</a>, un &#8220;grande inganno&#8221; ai danni del mondo intero). A quel punto, questi volontari - chiamati gli &#8220;scagnozzi&#8221; (goons) di Zuma - sono entrati in azione. Si vedano soprattutto i minuti 2:10, 2:45 e 3:00.<br />
<iframe src="http://player.vimeo.com/video/33344517?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="400" height="225" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/33344517">DON&#8217;T LET AFRICA FRY: ZUMA&#8217;S GOONS ATTACK</a> from <a href="http://vimeo.com/user2700691">Jadis</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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