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	<title>Giustizia Climatica</title>
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	<description>Esplorando il nesso tra giustizia sociale, politica e cambiamenti climatici</description>
	<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 21:35:52 +0000</pubDate>
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		<title>James Hansen riceve il Premio Sophie a Oslo, Norvegia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 21:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

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		<category><![CDATA[politica climatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il famoso climatologo diventato attivista James Hansen ha ricevuto ieri il Premio Sophie per la sostenibilità a Oslo, Norvegia. GiustiziaClimatica era presente alla cerimonia di premiazione. Nella foto Hansen ha appena ricevuto il premio da due bambini, rappresentanti delle nuove e future generazioni verso cui tutti noi abbiamo responsabilità, e verso cui Hansen stesso sente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giustiziaclimatica.org/imgs/hansen-sophie-prize.jpg" alt="Hansen riceve il Premio Sophie a Oslo" align="right"/>Il famoso climatologo diventato attivista <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/James_Hansen" target="_blank">James Hansen</a> ha ricevuto ieri il <a href="http://www.sofieprisen.no/" target="_blank">Premio Sophie</a> per la sostenibilità a Oslo, Norvegia. GiustiziaClimatica era presente alla cerimonia di premiazione. Nella foto Hansen ha appena ricevuto il premio da due bambini, rappresentanti delle nuove e future generazioni verso cui tutti noi abbiamo responsabilità, e verso cui Hansen stesso sente di avere un obbligo morale ineludibile, emerso con forza dopo essere diventato nonno. James Hansen, che ha da poco pubblicato un libro divulgativo sui cambiamenti climatici e sulla questione morale che essi sollevano, in particolare in relazione alle generazione future. <span id="more-670"></span><br />
Nelle settimana precedenti la cerimonia, e anche ieri e oggi stesso, Hansen ha ripetutamente invitato il Governo Norvegese a disinvestire dai progetti di estrazione di petrolio da giacimenti di sabbie bituminose in Canada, dove Statoil, la società petrolifera norvegese per il 60% di proprietà dello Stato, è un attore di primo piano. Il Governo Norvegese ha risposto che la decisione è per sua natura commerciale, e non spetta quindi al governo di definire in sede politica la strategia di investimenti che Statoil deve seguire.</p>
<p>Questa risposta mostra come la politica abbia definitivamente abdicato ogni ruolo di indirizzo che potesse ancora aspirare ad avere rispetto alle scelte economiche e finanziarie di una comunità. Mentre proprio in una circostanza come questa, il ruolo di indirizzo etico e politico che spetta ad un governo rispetto ad una società a prevalente partecipazione statale avrebbe dovuto emergere con decisione.</p>
<p>Tornando ad Hansen, il climatologo ha anche descritto la politica climatica norvegese - basata in larga misura su sequestro geologico del carbonio, mercato del carbonio, e politiche REDD in relazione alla deforestazione e al degrado forestale - come basata su fantasie il cui solo risultato sarà quello di perpetuare un modello industriale e di consumo basato su combustibili fossili incompatibile con l&#8217;urgente necessità di ridurre l&#8217;accumulaizone di gas serra nell&#8217;atmosfera. Eppure proprio oggi il governo Norvegese ha pubblicato la lista id 94 siti in cui si potranno dare license di esplorazione ed estrazione di petrolio e gas, nel mare del nord e nel mare di barents&#8230;.</p>
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		<title>I peggiori disastri petroliferi della storia in una mappa visiva</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 07:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/joug/4597706316/sizes/l/" target="_blank"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1178/4597706316_6201eee84f.jpg" alt="I peggiori disastri petroliferi della storia in una mappa visiva" /></a></p>
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		<title>Giù le mani dalla Madre Terra: campagna globale contro la geoingegneria</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2010 18:59:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[False soluzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[geoingegneria]]></category>

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		<description><![CDATA[La geoingegneria è la massiccia ed intenzionale manipolazione di ecosistemi allo scopo di reindirizzare e mitigare i cambiamenti climatici. Gli esperimenti di geoingegneria più conosciuti consistono nella dispersione di particelle ferrose e di urea negli oceani con l&#8217;obiettivo della produzione assistita di fitoplancton, incrementandone la capace di catturare il biossido di carbonio. Questi tentativi, spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La geoingegneria è la massiccia ed intenzionale manipolazione di ecosistemi allo scopo di reindirizzare e mitigare i cambiamenti climatici. Gli esperimenti di geoingegneria più conosciuti consistono nella dispersione di particelle ferrose e di urea negli oceani con l&#8217;obiettivo della produzione assistita di fitoplancton, incrementandone la capace di catturare il biossido di carbonio. Questi tentativi, spesso commerciali, furono bloccati nel 2008 quando si riuscì a persuadere le Nazioni Unite sulla pericolosità di tale operazione. Ora i fautori della geoingegeria stanno ritornando &#8220;a bomba&#8221;, e una campagna globale è nata per opporsi alle sperimentazioni sul pianeta Terra.<br />
<span id="more-661"></span><br />
Un&#8217;altra forma di geoingegneria è rappresentata dalla riforestazione con piante geneticamente modificate in grado (in teoria) di assorbire i gas serra e ridurre quindi le emissioni effettivamente depositate nell&#8217;atmosfera. E ancora - e questa è anche quella al momento maggiormente discussa in ambito governativo - è la manipolazione della stratosfera per fare in modo di bloccare il surriscaldamento del globo, riflettendo le radiazioni solari prima che raggiungano la Terra. Questo obiettivo sarebbe raggiundo attraverso l&#8217;immissione di nubi di solfati negli alti strati dell’atmosfera. Ma tutto questo può interferire con le condizioni atmosferiche e in particolare con i monsoni causando carestie (Un metodo simile sovvenzionato da Bill Gates dovrebbe essere sperimentato nei prossimi due anni).</p>
<p>Tutti questi metodi sono chiaramente ad alto rischio e il proporli mostra una chiara mancanza di riguardo per un approccio di tipo precauzionale. Tuttavia i loro promotori, spalleggiati dall’industria e dagli uomini piu’ ricchi della terra, stanno creando ad arte un illusione di consenso che gli consentira’ di avere mano libera per portare avanti questa sorta di manipolazione genetica del pianeta. A marzo 175 fautori della geoingegneria si sono dati appuntamento in un <em>meeting</em> internazionale (ad Asilomar, in California, USA) per definire le linee guida (volontarie e non vincolanti) sugli esperimenti atti ad alterare il pianeta.</p>
<p>Nello stesso momento 70 gruppi della società civile hanno firmato un appello per protestare contro il suddeto <em>meeting</em>. </p>
<p>È giunto il momento per le associazioni della società civile, per i movimenti sociali e per i singoli individui di alzarsi e e disegnare una linea chiara e netta contro la deriva che tende a consentire il proseguimento di questi esperimenti. Abbiamo una sola terra ed essa è condivisa e non deve essere usata come un laboratorio. Per questo è nata la campagna H.O.M.E. (Hands Off Mother Earth, &#8220;Giù le mani dalla Madre Terra&#8221;), <a href="http://www.handsoffmotherearth.org/2010/04/hands-off-mother-earth-campaign-launched/" target="_blank">lanciata ufficialmente</a> durante la <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/tag/cochabamba/">Conferenza di Cochabamba</a>. All&#8217;indirizzo <a href="http://www.handsoffmotherheart.org" target="_blank">www.handsoffmotherheart.org</a> potrete trovare la &#8220;foto-petizione&#8221; contro gli esperimenti geoingegneristici. </p>
<p>Tra le molte personalità che hanno aderito alla campagna vogliamo ricordare tra gli altri David Suzuki, Vandana Shiva, Bill MacKibben e Francis Moore Lappe, in aggiunta a 90 altre organizzazioni.</p>
<p>GiustiziaClimatica ed Eco Pax Mundi esortano ad aderire alla &#8220;foto-petizione&#8221;, inviando una foto all’indirizzo photo@handsoffmotherearth.org. con le mani alzate in segno di STOP.</p>
<p>Questa la nostra foto:</p>
<div>
<a href="http://www.flickr.com/photos/74863428@N00/4592885524/" title="IMAG0035 by Vito De Lucia, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3340/4592885524_879dcc1a46.jpg" width="313" height="500" alt="IMAG0035" /></a>
</div>
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		<item>
		<title>Da Cochabamba l&#8217;Accordo dei Popoli e la Dichiarazione dei Diritti della Madre Terra</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 11:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Evo  Morales]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il documento finale della Conferenza di Cochabamba è disponibile in versione spagnola presso il sito ufficiale della conferenza. Presentiamo qualche breve estratto in traduzione italiana. 
Un estratto dal preambolo, che inquadra la premessa culturale e politica della Conferenza di Cochabamba:
 Il sistema capitalista ci ha imposto una logica di competizione, progresso e cresctia illimitata. Questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il documento finale della Conferenza di Cochabamba è disponibile in versione spagnola presso il sito ufficiale della conferenza. Presentiamo qualche breve estratto in traduzione italiana. <span id="more-655"></span></p>
<p>Un estratto dal preambolo, che inquadra la premessa culturale e politica della Conferenza di Cochabamba:</p>
<blockquote><p> Il sistema capitalista ci ha imposto una logica di competizione, progresso e cresctia illimitata. Questo regime di produzione e consumo insegue profitti senza limiti, separando l&#8217;umanità dalla natura all&#8217;insegna di una logica di dominazione della natura, e mercificando ogni cosa: l&#8217;acqua, la terra, il genoma umano, le cultura ancestrali, la biodiversità, la giustizia, l&#8217;etica, i diritti dei popoli, la morte e perfino la vita stessa. Il capitalismo considera la Madre Terra solo in una fonte di materie prime, e gli esseri umani un mezzo di produzione un esercito di consumatori, persone che valgono in relazione a quello che possiedono, e non a quello che sono. Il capitalismo ha bisogno di una grande industria militare per supportare i suoi processi di accumulazione e di controllo di territorio e risorse naturali, con conseguente repressione della resistenza dei popoli. Si tratta di un sistema imperialista di colonizzazione del pianeta</p></blockquote>
<p>Il problema, secondo Evo Morales e gli altri partecipanti alla conferenza, va individuato nel fatto che </p>
<blockquote><p>L&#8217;umanità si trova di fronte ad un dilemma: continuare sulla strada di capitalismo, distruzione e morte, oppure intraprendera una strada diversa, la tsrada dell&#8217;armonia con la natura, del rispetto e della vita</p></blockquote>
<p>In questo senso, il documento individua una serie di punti chiave per ri-orientare la pratiche di civilità verso una sostenibilità morale, ecologica ed etica modellate sul concetto di <em>buen vivir</em>:</p>
<ul>
<li>armonia ed equilibrio tra tutti e con tutti</li>
<li>complementarietà, solidarietà ed equità</li>
<li>benessere collettivo e soddisfazione delle necessità fondamentali di tutti in armonia con la Madre Terra</li>
<li>rispetto dei Diritti della Madre Terra e dei Diritti Umani</li>
<li>riconoscimento dell&#8217;essere umano per quello che è, e non per quello che possiede</li>
<li>eliminazione di ogni forma di colonialismo, imperialismo e interventismo</li>
<li>pace tra i popoli e con la madre Terra</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda aspetti specifici relativi al regime climatico, il documento reitera i punti centrali espressi dalla Bolivia e dai movimenti per la giustizia climatica nel corso degli ultimi mesi, seppure in maniera più organica. Questi alcuni dei punti centrali discussi nel documento: obiettivo di incremento massimo della temperatura di 1 grado; modifica della definizione di foresta accettata nella UNFCCC, in modo tale da impedire che piantagioni arboree a monocoltura possano essere considerate come foreste; riconoscimento dei diritti collettivi delle comunità e popoli indigeni; risarcimento non solo in termini di compensazione monetaria, ma anche in forma specifica di re-integrazione di ecosistemi e comunità umane; rigetto dell&#8217;Accordo di Copenaghen; apertua dei confini per ricevere in solidarietà i presenti e futuri &#8220;migranti del clima&#8221;. </p>
<p>Infine, il documento riferisce del progetto connesso relativo ad una Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra, di cui menziona i seguenti principi:</p>
<ul>
<li>Diritto alla vita ed all&#8217;esistenza</li>
<li>Diritto ad essere rispettata</li>
<li>Diritto alla continuazione dei suoi cicli e processi vitali libera da alterazione dovute all&#8217;uomo</li>
<li>Diritto a mantenere la sua identità e integrità come essere differenziato, auto-regolante, e relazionato</li>
<li>Diritto all&#8217;acqua come fonte di vita</li>
<li>Diritto all&#8217;aria pulita</li>
<li>Diritto alla salute</li>
<li>Diritto di essere libera da contaminazioni e inquinamento di sostanze tossiche e radioattive</li>
<li>Diritto a non essere geneticamente modificata, né modificata nella sua struttura in modo da minacciare la sua integrità e la sua salute</li>
<li>Diritto ad una reintegrazione piena e veloce per la violazione dei diritti riconosciuti in questo documento, e causati da attività umane</li>
<p>Sarà interessante vedere come questa lista, forse un pò disomogenea, prenderà forma giuridica più compiuta, in termini sia di diritti sostanziali che di appropriate forme procedurali. Sarà bene seguire quindi gli sviluppi specifici di questo documnento. nel frattempo si rinvia a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Wild_Law_(book)" target="_blank">Wild Law</a> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cormac_Cullinan" target="_blank">Cormac Cullinan</a> , uno dei pilastri intelletuali dietro il movimento per il riconoscimento di diritti alla natura, ed alla <a href="http://www.earthjurisprudence.org/" target="_blank">Earth Jurisprudence</a>, un&#8217;altra organizzazione chiave per questi sviluppi giuridici e intellettuali.</p>
<p>Leggi la versione integrale in spagnolo dell&#8217;<a href="http://envivo.cmpcc.org.bo/IMG/pdf/Acuerdo_de_los_Pueblos_FINAL.pdf" target="_blank"><em>Acuerdo del los pueblos</em></a> (.PDF), ovvero l&#8217;Accordo dei Popoli. I documenti finali dei gruppi di lavoro saranno pubblciati nei prossimi giorni.</p>
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		<title>La Conferenza di Cochabamba dal vivo via web</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 18:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Tribunali sulla Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[bolivia]]></category>

		<category><![CDATA[cochabamba]]></category>

		<category><![CDATA[Evo  Morales]]></category>

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		<description><![CDATA[Segui la Conferenza di Cochabamba dal vivo il 20, 21 e 22 Aprile, e partecipa facendo domande grazie a OneClimate!
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Per poi partecipare attivamente, ti puoi registrare per inviare commenti e partecipare alle chats, o se sei iscritto ad uno dei gruppi di lavoro, ti puoi registrare come editor, e quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segui la Conferenza di Cochabamba dal vivo il 20, 21 e 22 Aprile, e partecipa facendo domande grazie a <a href="http://www.oneclimate.net">OneClimate</a>!</p>
<p><iframe src="http://www.oneclimate.net/ecocastinglive_narrow.html" scrolling="no" frameborder="0" width="400" height="416">Your browser does not support iframes.</iframe></p>
<p>Per poi partecipare attivamente, ti puoi <a href="http://envivo.cmpcc.org.bo/spip.php?page=inscribirse" target="_blank">registrare</a> per inviare commenti e partecipare alle chats, o se sei iscritto ad uno dei gruppi di lavoro, ti puoi <a href="http://envivo.cmpcc.org.bo/_WPCCC-web-team_#formulaire_ecrire_auteur_1" target="_blank">registrare come editor</a>, e quindi inviare documenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicazione della Commissione Europea su strategia e politica climatica dopo (l&#8217;Accordo di) Copenaghen</title>
		<link>http://www.giustiziaclimatica.org/2010/04/16/comunicazione-della-commissione-europea-su-strategia-e-politica-climatica-dopo-laccordo-di-copenaghen/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 21:38:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[COP16]]></category>

		<category><![CDATA[False soluzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Mercato del Carbonio]]></category>

		<category><![CDATA[Protocollo di Kyoto]]></category>

		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

		<category><![CDATA[politica climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Copenhagen Accord]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commisione Europa, in una recente comunicazione intitolata International climate policy post-Copenhagen: Acting now to reinvigorate global action on climate change (.PDF), ha elaborato la strategia e politica climatica per il dopo Copenaghen - e in particolare per il dopo Accordo di Copenaghen. Tre sono le cose particolarmente degne di nota.

In primo luogo, la Commissione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commisione Europa, in una recente comunicazione intitolata <a href="http://ec.europa.eu/environment/climat/pdf/com_2010_86.pdf" target="_blank">International climate policy post-Copenhagen: Acting now to reinvigorate global action on climate change</a> (.PDF), ha elaborato la strategia e politica climatica per il dopo Copenaghen - e in particolare per il dopo <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/tag/copenhagen-accord/">Accordo di Copenaghen</a>. Tre sono le cose particolarmente degne di nota.<br />
<span id="more-634"></span><br />
In primo luogo, la Commissione esamina con attenzione le <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/2010/02/03/obiettivi-e-aspirazioni-registrate-in-appendice-allaccordo-di-copenhagen-alla-prima-scadenza/">&#8220;promesse&#8221; (<em>pledges</em>) fatte da parte dei paesi sviluppati</a>, ossia le riduzioni delle emissioni registrate nell&#8217;Accordo di Copenaghen. La conclusione è chiaramente che si è ben lontani da quell&#8217;obiettivo minimo di riduzioni di 25-40% rispetto al 1990, obiettivo ripetuto da IPCC e Unione Europea, e che con molto ottimismo potrebbe evitare incrementi della temperatura media globale terrestre sopra ai 2 gradi centigradi (per una breve critica di questo obiettivo vedi l&#8217;articolo <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/2009/12/19/nome-in-codice-l7-disaccordo-di-copenhagen/">Nome in codice “L.7″: (dis)Accordo di Copenhagen</a>). L&#8217;Accordo prevede piuttosto obiettivi di riduzione delle emissioni che variano (una serie di paesi si impegnano a X di base, e a X+Y se si dovesse raggiungere un accordo globale) tra il 17,8% e il 13.4%. Ma la comunicazione sottolinea come in realtà la situazione sia ben peggiore. Se si considerano i permessi di emissioni che potranno essere &#8220;depositati in banca&#8221;, e così trasferiti dal primo ad un secondo periodo di vigenza del Protocollo di Kyoto, le riduzioni effettive si rudirrebbero all&#8217;11% e al 6,5%, rispettivamente. Questo a casua della cosiddetta &#8220;aria calda&#8221; di Russia e paesi dell&#8217;Est Europeo: la scelta del 1990 come data di riferimento ha combaciato con il collasso industriale di questi paesi (dovuto alla disssoluzione dell&#8217;URSS e alla caduta del muro), che si sono ritrovati assegnati obiettivi di riduzione delle emissioni enormemente superiori alle effettive emissioni previste e prevedibili per il 2012 (anno in cui si chiude il primo periodo di vigenza del Protocollo di Kyoto).<br />
Inoltre, a casua delle regole di contabilità stabilite per attività relative all&#8217;uso (e ai cambiamenti di uso) del territorio e alle regole in materia di foreste (le cosiddette attività LULUCF), le effettive riduzioni delle emissioni sarebbero da aggiustare ancora verso il basso, fino ad arrivare a riduzioni di non più del 2%, nella migliore della ipotesi, o addirittura ad un incremento del 2,6% nella peggiore!</p>
<div>
<img src="http://www.giustiziaclimatica.org/imgs/eu-graph-accord-emissions.png" />
</div>
<p>Il secondo punto da rilevare è la decisa insistenza della Commissioni sulla centralità del mercato del carbonio nel quadro del regime climatico internazionale. Questo su tre binari. Il primo binario è legato ai finanziamenti a favore dei paesi in via di sviluppo (e ai fini di mitigazione e adattamento) stabiliti nell&#8217;Accordo di Copenaghen. La Commissione prevede e suggerisce che una significativa fetta di tali finanziamenti passi attraverso il mercato del carbonio. Infatti è esplicitamente menzionato che solamente tra il 22% e il 50% dovrebbe provenire da finanzimaneit pubblici internazionali. In secondo luogo, la comunicazione, sotto il titolo di <em>Advancing the international carbon market</em>, reitera posizioni già espresse circa la necessità che il mercato del carbonio sia allargato (sia in termini di partecipazione di settori economico-industriali, sia in termina di partecipazione geografica), in quanto policy cruciale per il raggiungimento degli obiettivi &#8220;gemelli&#8221; della riduzione delle emissioni in maniera economicamente efficiente e della creazione di incentivi all&#8217;innovazione tecnologica. Infine, la comunicazione ripropone l&#8217;espansione del <em>Clean Development Mechanism</em>, passando da meccanismo basato su progetti specifici a meccanismo basato su interi settori economici.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La Conferenza di Copenaghen tra fallimento e nuovi modelli di governance globale</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:09:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla vigilia dei nuovi incontri di Bonn per i negoziati internazionali sul clima, una analisi approfondita dei risultati - incerti e ancora ambigui - raggiunti fino ad oggi. L&#8217;articolo è scritto da Vito De Lucia di GiustiziaClimatica, e pubblicato su sito di NENS - Nuova Società Nuova Economia. Leggi La Conferenza di Copenaghen tra fallimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla vigilia dei nuovi incontri di Bonn per i negoziati internazionali sul clima, una analisi approfondita dei risultati - incerti e ancora ambigui - raggiunti fino ad oggi. L&#8217;articolo è scritto da <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/author/admin/">Vito De Lucia</a> di GiustiziaClimatica, e pubblicato su sito di NENS - Nuova Società Nuova Economia. <strong>Leggi</strong> <a href="http://www.nens.it/_public-file/cop15-analisi-nuovi-modelli-governance-vdl-25032010.pdf">La Conferenza di Copenaghen tra fallimento e nuovi modelli di governance globale</a> (.PDF, sul sito di <a href="http://www.nens.it">NENS</a>).</p>
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		<title>L&#8217;ambasciatore Boliviano Solon parla di Accordo di Copenaghen e Conferenza di Cochabamba</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 18:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L&#8217;ambasciatore Boliviano Solon presso l&#8217;ONU discute l&#8217;Accordo di Copenaghen, le modalità non democratiche e non trasparenti attraverso cui vi si è arrivati. Solon spiega poi le tre ragioni principali per cui Bolivia è contraria all&#8217;Accordo di Copenaghen: 1) aumenti massimo della temperatura media terrestre 2) quantità di riduzioni delle emissioni di gas serra, e principio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ambasciatore Boliviano Solon presso l&#8217;ONU discute l&#8217;Accordo di Copenaghen, le modalità non democratiche e non trasparenti attraverso cui vi si è arrivati. Solon spiega poi le tre ragioni principali per cui Bolivia è contraria all&#8217;Accordo di Copenaghen: 1) aumenti massimo della temperatura media terrestre 2) quantità di riduzioni delle emissioni di gas serra, e principio delle comuni ma differenziate responsabilità 3) finanziamenti di attività di adattamento ai cambiamenti climatici.</p>
<div>
<object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/GojbckguypI&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube-nocookie.com/v/GojbckguypI&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"></embed></object>
</div>
<p>Guarda la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jRShlgctVQc&#038;feature=related" target="_blank">seconda</a> e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5poS6B2nkRU&#038;feature=related" target="_blank">terza parte</a> su Youtube.com.  Nella terza parte Solon, invita poi governi e movimenti sociali alla <a href="http://www.giustiziaclimatica.org/2010/04/09/a-bonn-la-burocrazia-del-clima-a-cochabamba-la-giustizia-climatica/">Conferenza Mondiale dei Popoli su Clima e Diritti della Madre Terra</a> di Cochabamba.</p>
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		<item>
		<title>A Bonn la burocrazia del clima, a Cochabamba la giustizia climatica</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 19:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[COP16]]></category>

		<category><![CDATA[Evo  Morales]]></category>

		<category><![CDATA[Giustizia Climatica]]></category>

		<category><![CDATA[Tribunali sulla Giustizia Climatica]]></category>

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		<category><![CDATA[debito climatico]]></category>

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		<description><![CDATA[A Bonn la burocrazia del clima, a Cochabamba la giustizia climatica: &#8220;Il Governo dello Stato Plurinazionale di Bolivia convoca i cittadini del mondo, i movimenti sociali e i difensori della Madre Terra, e invita scienziati, accademici, avvocati e governanti che vogliano lavorare con i propri cittadini, alla Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giustiziaclimatica.org/2010/04/09/a-bonn-riparte-il-carrozzone-del-clima/">A Bonn la burocrazia del clima</a>, a Cochabamba la giustizia climatica: &#8220;Il Governo dello Stato Plurinazionale di Bolivia convoca i cittadini del mondo, i movimenti sociali e i difensori della Madre Terra, e invita scienziati, accademici, avvocati e governanti che vogliano lavorare con i propri cittadini, alla Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i Diritti della Madre Terra, che avrà luogo dal 20 al 22 Aprile 2010 in Cochabamba, Bolivia.&#8221; Questa è la convocazione di Evo Morales alla controconferenza sul clima, per discutere dal basso soluzioni reali, durature e radicali ai cambiamenti climatici, in cui la giustizia climatica è posta come elemento cruciale.<br />
<span id="more-612"></span><br />
Gli obiettivi della Conferenza di Cochabamba sono i seguenti. </p>
<p>1) Analizzare le cause strutturali e sistemiche sottostanti i cambiamenti climatici e proporre misure radicali che assicurino il benessere dell&#8217;intera umanità in armonia con la natura</p>
<p>2) Discutere e accordarsi su un progetto di Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra</p>
<p>3) Accordarsi sulle proposte di nuovi impegni per il Protocollo di Kyoto e sui progetti di Decisione della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico che guideranno le azioni dei governi fortemente impegnati nenegoziati sul clima 1)Analizzare le cause strutturali e sistemiche che guidano il cambiamento climatico e proporre misure radicali che assicurino il benessere dell&#8217;intera umanità in armonia con la natura</p>
<p>2)Discutere e accordarsi su un progetto di Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra</p>
<p>3)Accordarsi sulle proposte di nuovi impegni per il Protocollo di Kyoto e sui progetti di Decisione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico  che guideranno le azioni dei governi fortemente impegnati nel processo di negoziazione sul cambiamento climatico e nell&#8217;intero scenario delle Nazioni Unite, con particolare riferimento a:</p>
<ul>
<li>Debito climatico
<li>Migranti e Rifugiati ambientali e del cambiamento climatico
<li>Riduzione delle emissioni
<li>Adattamento
<li>Trasferimento di tecnologia
<li>Finanziamenti
<li>Foreste e Cambio Climatico
<li>Visioni Condivise
<li>Popolazioni indigene
<li>Altri (varie ed eventuali)
</ul>
<p>4) Lavorare per l&#8217;organizzazione di un Referendum Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico</p>
<p>5) Analizzare e sviluppare un piano di azione per procedere nella costruzione di un Tribunale della Giustiza Climatica</p>
<p>6) Definire le strategie di azione e la mobilitazione per la difesa dell vita contro il Cambiamento Climatico e per difendere i diritti della Madre Terra.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per discussioni e documentazione sui vari gruppi di lavoro si veda il <a href="http://pwccc.wordpress.com">sito della Conferenza di Cochabamba</a>. I gruppi di lavoro sono i seguenti:</p>
<ol>
<li class="cat-item cat-item-31074353"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/01-structural-causes/" title="View all posts filed under 01. Structural causes">01. Structural causes</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074358"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/02-harmony-with-nature/" title="View all posts filed under 02. Harmony with Nature">02. Harmony with Nature</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074361"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/03-mother-earth-rights/" title="View all posts filed under 03. Mother Earth Rights">03. Mother Earth Rights</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31076600"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/04-referendum/" title="View all posts filed under 04. Referendum">04. Referendum</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074369"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/05-climate-justice-tribunal/" title="View all posts filed under 05. Climate Justice Tribunal">05. Climate Justice Tribunal</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074379"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/06-climate-migrants/" title="View all posts filed under 06. Climate Migrants">06. Climate Migrants</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074388"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/07-indigenous-peoples/" title="View all posts filed under 07. Indigenous Peoples">07. Indigenous Peoples</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074406"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/08-climate-debt/" title="View all posts filed under 08. Climate Debt">08. Climate Debt</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074397"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/09-shared-vision/" title="View all posts filed under 09. Shared Vision">09. Shared Vision</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074417"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/10-kyoto-protocol/" title="View all posts filed under 10. Kyoto Protocol">10. Kyoto Protocol</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074421"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/11-adaptation/" title="View all posts filed under 11. Adaptation">11. Adaptation</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074425"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/12-financing/" title="View all posts filed under 12. Financing">12. Financing</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074429"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/13-technology-transfer/" title="View all posts filed under 13. Technology Transfer">13. Technology Transfer</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074434"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/14-forest/" title="View all posts filed under 14. Forest">14. Forest</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074441"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/15-dangers-of-carbon-market/" title="View all posts filed under 15. Dangers of Carbon Market">15. Dangers of Carbon Market</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-31074550"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/16-action-strategies/" title="View all posts filed under 16. Action Strategies">16. Action Strategies</a>
</li>
<li class="cat-item cat-item-32311221"><a href="http://pwccc.wordpress.com/category/working-groups/17-agriculture-and-food-sovereignty/" title="View all posts filed under 17. Agriculture and food sovereignty">17. Agriculture and food sovereignty</a>
</li>
</ol>
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		<item>
		<title>A Bonn riparte il carrozzone del clima</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 18:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VDL</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[COP16]]></category>

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		<category><![CDATA[Copenhagen Accord]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo Copenaghen si riaprono i negoziati ufficiali sui cambiamenti climatici, con la prima riunione intersessionale apertasi a Bonn. Questa riunione verterà in larga misura su questioni procedurali e di carattere organizzativo ed esplorativo. I due tavoli negoziali (uno affiliato alla Convenzione, l&#8217;Ad Hoc Working Group on Long term Cooperative Action under the Convention, e l&#8217;altro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo Copenaghen si riaprono i negoziati ufficiali sui cambiamenti climatici, con la prima riunione intersessionale apertasi a Bonn. Questa riunione verterà in larga misura su questioni procedurali e di carattere organizzativo ed esplorativo. I due tavoli negoziali (uno affiliato alla Convenzione, l&#8217;Ad Hoc Working Group on Long term Cooperative Action under the Convention, e l&#8217;altro al Protocollo di Kyoto, l&#8217;Ad Hoc Working Group on Further Commitments for Annex I Parties under the Kyoto Protocol) dovranno stabilire il piano di lavoro per il resto dell&#8217;anno fino alla prossima Conferenza delle Parti (COP), prevista per il prossimo Dicembre a Cancun, in Messico. Uno dei punti più controversi da affrontare sarà quello del ruolo che dovrà avere l&#8217;Accordo di Copenaghen. Quello che sembra chiaro è che non ci si aspetta il raggiungimento di un accordo nel 2010.<br />
<span id="more-610"></span><br />
Dopo Copenaghen, i paesi del gruppo BASIC hanno dichiarato1 di riconoscere ai processi negoziali sotto l&#8217;egida della Convenzione un ruolo centrale nei negoziati sul clima, e anzi la Cina e il Brasile hanno reso esplicito che le traccie negoziali ufficiali della Convenzione rimangono “gli unici processi negoziali legittimi”. Allo stesso tempo però, i paesi del gruppo BASIC hanno riconosciuto l&#8217;importanza dell&#8217;Accordo di Copenaghen, del suo valore politico e di facilitazione dei negoziati sul clima,  mostrando una certa ambivalenza. Dal canto loro gli Stati Uniti hanno espresso con molta chiarezza l&#8217;intenzione di voler formalizzare l&#8217;Accordo come piattaforma negoziale privilegiata e punto di partenza alla prossima riunione, la COP16 che si terrà a Cancun, in Messico, nel 2010. Inoltre hanno sottolineato l&#8217;inefficienza di lunghi tempi negoziali in assemblea plenaria, e la necessità invece di privilegiare consultazioni bilaterali e regionali. Anche il Giappone ha espresso la convinzione che in futuro i negoziati dovrebbero basarsi sul contenuto dell&#8217;Accordo. L&#8217;Unione Europea sembra mantenersi in una posizione equidistante, riconoscendo l&#8217;importanza dei progressi registrati nei testi negoziali ufficiali, ma anche l&#8217;importanza dei contributi dell&#8217;Accordo ai fini del raggiungimento di testi negoziali finali. Dopo l&#8217;insuccesso diplomatico di Copenaghen, dovuto in larga parte al ruolo di secondo piano cui è stata relegata rispetto a Stati Uniti e paesi del gruppo BASIC (Brasile, Cina, India, Sud Africa), l&#8217;Unione Europea è concentrata sulla pianificazione di nuove strategie di diplomazia climatica. Lo stesso Parlamento Europeo infatti, in una <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&#038;reference=P7-TA-2010-0019&#038;language=IT&#038;ring=B7-2010-0070" target="_blank">risoluzione adottata il</a>, ha constatato &#8220;[...] l&#8217;incapacità dell&#8217;Unione Europea di svolgere un ruolo di primo piano nella lotta al cambiamento climatico, non avendo neppure partecipato alla fase finale dei negoziati con Stati Uniti, Cina, India, Brasile e Sud Africa sulla bozza definitiva dell&#8217;accordo&#8221;. </p>
<p>Ma già le aspettative per il raggiungimento di un accordo si stanno concentrando non tanto sulla COP16, ma bensì sulla COP17, che si terrà in Sud Africa, come <a href="http://euobserver.com/885/29537" target="_blank">rivelato a Febbraio da Connie Hedegaard</a>, nuovo Commissario Europeo sul clima. Il <a href="http://www.guardian.co.uk/environment/2010/feb/01/global-climate-agreement-rematch-2010" target="_blank">Guardian</a> fa eco a queste dichiarazioni di Hedegaard, e riporta di come una buona fetta di “diplomatici del clima”, americani ed europei, non ritengano possibile un accordo in Messico, date le varie circostanze che ostano ad una tale conclusione, dai problemi di politica interna statunitensi, alla mancanza di effettiva leadership dell&#8217;Unione Europea, alla mancanza di chiarezza circa quali obblighi siano disposti ad accollarsi i paesi del gruppo BASIC.<br />
Nel frattempo il governo Boliviano, uno dei paesi che si è opposto con maggiore forza all&#8217;adozione dell&#8217;Accordo di Copenaghen,  ha organizzato un <a href="http://www.asud.net/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=1021%3Aconferenza-mondiale-dei-popoli-sul-cambiamento-climatico-e-i-diritti-della-madre-terra&#038;catid=7%3Amondo&#038;Itemid=38&#038;lang=it" target="_blank">Vertice Mondiale dei Popoli sul Clima e sui Diritti della Madre Terra</a>, che si terrà a Cochabamba a fine Aprile, e che riunirà delegazioni ufficiali di alcuni governi, movimenti sociali e ambientalisti, popolazioni indigene e gli emergenti movimenti sulla giustizia climatica.</p>
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