Giù le mani dalla Madre Terra: campagna globale contro la geoingegneria
May 9, 2010 |
La geoingegneria è la massiccia ed intenzionale manipolazione di ecosistemi allo scopo di reindirizzare e mitigare i cambiamenti climatici. Gli esperimenti di geoingegneria più conosciuti consistono nella dispersione di particelle ferrose e di urea negli oceani con l’obiettivo della produzione assistita di fitoplancton, incrementandone la capace di catturare il biossido di carbonio. Questi tentativi, spesso commerciali, furono bloccati nel 2008 quando si riuscì a persuadere le Nazioni Unite sulla pericolosità di tale operazione. Ora i fautori della geoingegeria stanno ritornando “a bomba”, e una campagna globale è nata per opporsi alle sperimentazioni sul pianeta Terra.
Un’altra forma di geoingegneria è rappresentata dalla riforestazione con piante geneticamente modificate in grado (in teoria) di assorbire i gas serra e ridurre quindi le emissioni effettivamente depositate nell’atmosfera. E ancora - e questa è anche quella al momento maggiormente discussa in ambito governativo - è la manipolazione della stratosfera per fare in modo di bloccare il surriscaldamento del globo, riflettendo le radiazioni solari prima che raggiungano la Terra. Questo obiettivo sarebbe raggiundo attraverso l’immissione di nubi di solfati negli alti strati dell’atmosfera. Ma tutto questo può interferire con le condizioni atmosferiche e in particolare con i monsoni causando carestie (Un metodo simile sovvenzionato da Bill Gates dovrebbe essere sperimentato nei prossimi due anni).
Tutti questi metodi sono chiaramente ad alto rischio e il proporli mostra una chiara mancanza di riguardo per un approccio di tipo precauzionale. Tuttavia i loro promotori, spalleggiati dall’industria e dagli uomini piu’ ricchi della terra, stanno creando ad arte un illusione di consenso che gli consentira’ di avere mano libera per portare avanti questa sorta di manipolazione genetica del pianeta. A marzo 175 fautori della geoingegneria si sono dati appuntamento in un meeting internazionale (ad Asilomar, in California, USA) per definire le linee guida (volontarie e non vincolanti) sugli esperimenti atti ad alterare il pianeta.
Nello stesso momento 70 gruppi della società civile hanno firmato un appello per protestare contro il suddeto meeting.
È giunto il momento per le associazioni della società civile, per i movimenti sociali e per i singoli individui di alzarsi e e disegnare una linea chiara e netta contro la deriva che tende a consentire il proseguimento di questi esperimenti. Abbiamo una sola terra ed essa è condivisa e non deve essere usata come un laboratorio. Per questo è nata la campagna H.O.M.E. (Hands Off Mother Earth, “Giù le mani dalla Madre Terra”), lanciata ufficialmente durante la Conferenza di Cochabamba. All’indirizzo www.handsoffmotherheart.org potrete trovare la “foto-petizione” contro gli esperimenti geoingegneristici.
Tra le molte personalità che hanno aderito alla campagna vogliamo ricordare tra gli altri David Suzuki, Vandana Shiva, Bill MacKibben e Francis Moore Lappe, in aggiunta a 90 altre organizzazioni.
GiustiziaClimatica ed Eco Pax Mundi esortano ad aderire alla “foto-petizione”, inviando una foto all’indirizzo photo@handsoffmotherearth.org. con le mani alzate in segno di STOP.
Questa la nostra foto:
Tags: campagne > False soluzioni > geoingegneria > Giustizia Climatica













