Giustizia Climatica

Collasso alla COP15: niente accordo, niente tagli, niente di niente

December 19, 2009 |

Foto di Greenpeace Finland

Sudan, Bolivia, Venezuela, Cuba, Nicaragua, Tuvalu……uno dopo l’altro i paesi del G77 hanno preso la parola durante la riunione plenaria di questa notte/mattina, e hanno dichiarato che il testo di accordo preparato e proposto da USA, Cina, India e Sud Africa (e con il tiepido supporto dell’Unione Europea, resa secondaria da questo accordo a quattro) è inaccettabile. Le reazioni di società civile e delegati dei paesi del G77 sono state molto forti, e la dicono lunga sulla deluzione e sulla rabbia che questa fase finale della COP ha generato.
BillMcKibben, fondatore di 350.org ha dichiarato che Obama ha distrutto le Nazioni Unite. Il Presidente di Tuvalu che “sono stati offerti 30 denari d’argento per tradire il nostro popolo. Ma il nostro popolo non è in vendita”. Il Sudanese Lumumba ha dichiarato che “nessuno, nemmeno Obama, può costringere l’Africa all’autodistruzione”, e che il documento offerto è un suicidio per l’Africa, è un patto che incenerirà l’Africa, per mantenere il dominio economico di pochi Stati. Evo Morales, nel suo discorso durante la seduta plenaria, ha detto:

I am very worried about the way this document is being approved by presidents who arrived at the last minute. There are presidents who arrived a few days ago, respecting the processes for coming to an agreement. We recognise the words of Secretary General of UN who said that “now has arrived the moment of everyone,” not of just a few. We denounce here that there are a group of presidents who are deciding for a few, not for everyone, let alone fighting for life and humanity. I share some words of presidents who spoke this morning that we should leave proudly from this event, that this should be about working democratically and transparently to save lives. I also want to draw attention to the words of Obama, who said we didn’t come to talk but to act. However if he wants to act then he should comply with Kyoto Protocol. This is acting not talking. From this point let all money that is spent on wars be spent instead on saving human lives planet. This will be proof that we are here not just to talk but to act.

E questo mentre i leader Europei cercano di assecondare Obama e premono per un accordo. Addirittura Gordon Brown considera questo accordo un successo. Le ultime notizie davano la riunione in pausa, e il Presidente delal COP15, e Primo Ministro Danese Rasmussen pronto a gettare la spugna. Ora pare che lo stesso Ban ki Moon proverà a rompere l’impasse, e l’intenzione sembra che si voglia “forzare” un accordo, non importa quanto povero di significato sostantivo, quanto elitista la procedura, e quanta la resistenza…..eppure niente accordo è meglio di un cattivo accordo, che potrebbe costringere il futuro su un binario distruttivo. Un mancato accordo garantisce almeno la possibilità di riprovare, e di definire un piano che sia efficace ed equo.

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