Termina la prima udienza del Tribunale Internazionale della Giustizia Climatica
October 16, 2009 |
È terminata la prima udienza del Tribunale Etico Internazionale della Giustizia Climatica. Proponiamo di seguito la traduzione del comunicato stampa.
Comunicato stampa: Climate Justice/Bolivia:
In un evento emozionante si è conclusa mercoledì l’Udienza Preliminare del Tribunale Internazionale della Giustizia Climatica, tenutasi il 13 e il 14 ottobre nella città di Cochabamba, in Bolivia. Il parere preliminare dei soggetti chiamati a far parte della prima giuria ha segnalato come “i cambiamenti climatici sono la conseguenza di azione inumane, e costituiscono il problema più grande del genere umano, anche considerando come essi aggravano problemi già esistenti”.
Il Tribunale Etico, promosso da organizzazioni sociali della Bolivia, e da organizzazioni e network internazionali, ha iniziato le operazioni di questa settimana a Cochabamba, per ovviare alla mancanza di volontà politica che esiste da parte dei paesi sviluppati ai negoziati verso la COP15 di Copenaghen. “L’iniziativa della Corte risponde alla necessità di rispondere a una mancanza di meccanismi e istituzioni che puniscano i crimini climatici. Il Tribunale non ha carattere statale e vincolante, dato che la sua costituzione e il suo funzionamento non trovano origine nel potere giudiziario, ma nella società civile. Le sue risoluzioni reclamano valore etico, morale e politico, con l’obiettivo di montare una forza necessaria affinché i governi e le istituzioni multilaterali si assumano le proprie responsabilità nel quadro di equità internazionale e giustizia climatica”.
Il tribunale ha ascoltato 7 casi:
- “Rapporto sulle violazioni dei diritti delle comunità locali Khapi causati dal surriscaldamento globale, e da atti ed omissioni dei paesi inclusi nell’Allegato I della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici”, presentato dalla Comunità Khapi, La Paz , Bolivia.
- “Le vittime del cambiamento climatico e il disinteresse dello Stato salvadoregno, nelle comunità povere della zona settentrionale del comune di Jiquilisco. Presenta la domanda ACUDESBAL Associazione delle Comunità Unite di Bajo Lempa, Jose Santos Guevara. El Salvador.
- “Denuncia neo confronti della Fondazione Olandese Forest Absorbing Carbon Emissions (foreste per l’assorbimento di emissioni di carbonio, FACE PROFAFOR). Presentazione di Accion Ecologica, Ecuador.
- “Impatti climatici causati dalla IIRSA (Iniziativa per l’integrazione regionale in America del Sud. Presentazione della Fondazione Puente Entre Culturas.
- “Violazione dei diritti umani, ambientali, culturali e del lavoro attraverso l’implementazione di false soluzioni ai cambiamenti climatici, nella forma di agrocarburanti (bioetanolo) a base di canna di zucchero nella valle del fiume Cauca,” presentazione della Asociación de Cultivadores de Caña de Azúcar del Cauca, Colombia.
- “I bambini e bambine con eccessi di piombo nel sangue, Cerro de Pasco (Perù), per via di gas e particolati” presentazione della Asociación Civil Centro de Cultura Popular Labor. Accuse contro la società mineraria Compañía Minera Volcán S.A. e lo Stato del Perù.
- Denuncia contro Doe Run, fonderia e raffineria metalli nella regione di Junin, presentazione di CooperAccion, Perù.
Il Tribunale ha fatto una analisi e rilasciato alcune osservazioni e conclusioni preliminari, e ha affermato che alcuni dei casi presentati riflettono gli impatti diretto del surriscaldamento globale, altri mostrano le contraddizioni delle soluzioni in corso di implementazione, incentrate sulla logica di mercato, mentre gli altri casi mettono in evidenza l’uso intensivo delle risorse naturali, e gli impatti che ne derivano per l’atmosfera e l’ambiente.
Il tribunale ha affermato che le conseguenze descritte nei casi presentati evidenziano violazioni dei diritti stabiliti nel Patto Interamericano sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, e in Convenzioni e altri strumenti di diritto internazionale. Il Tribunale ha poiaffermato che il surriscaldamento globale e le sue conseguenze possono costituire un crimine contro l’umanità e un “crimine contro la natura”, pur invitando a costruire un sistema mulilaterale che promuove il rispetto per i diritti della Madre Terra. Il tribunale ha poi invitato l’ONU a prendere una maggiore iniziativa nel collegare le sue varie convenzioni e dichiarazioni e le cause del cambiamento climatico al fine di aiutare le popolazioni colpite e di ristabilire la giustizia climatica in maniera commisurata alla gravità del pronblema. Il Tribunale ha formulato una raccomandazione particolare al fine di indagare il rapporto tra i cambiamenti climatici e le industrie estrattive, e le violazioni di queste ultime delle Convenzioni Internazionaliin vigore.
Infine, il Tribunale ha incoraggiato i partecipanti a continuare questa iniziativa: “La giuria conferisce uno speciale riconoscimento alle comunità, organizzazioni e movimenti sociali che hanno presentato questi casi, e alla mobilitazione e partecipazione sociale nei due giorni durante i quali si è svolta l’udienza preliminare del Tribunale Internazionale della Giustizia Climatica a Cochabamba. Esprimiamo il nostro profondo rispetto, ammirazione e solidarietà per il coraggio nell’affrontare queste situazioni estreme e drammatiche causate dai cambiamenti climatici. Così insieme ci impegniamo a continuare la ricerca della verità, della giustizia e delle riparazioni necessarie, e a continuare la lotta per la giustizia climatica e ambientale e la costruzione di un processo verso un Tribunale internazionale per il Debito Ecologico e la Giustizia Climatica”.
La giuria convocata per la prima udienza del Tribunale era composta da:
Brid Brennan, ricercatore associato presso il Transnational Institute (Paesi Bassi)
Nora Cortinas, un membro del Madres de Plaza de Mayo-Línea Fundadora (Argentina)
Beverly Keene, coordinatore della rete tricontinentale Jubileo Sur (Argentina)
Alicia Munoz, presidente dell’Asociación Nacional de Mujeres Rurales e Indígenas (Anamuri) e di Via Campesina (Cile)
Ricardo Navarro Arnoldo Pineda, uno dei fondatori del Centro Salvadoreño de Tecnología Apropiada (CESTA-Amigos de la Tierra) (El Salvador)
Miguel Palacin Quispe, Direttore di Coordinadora Andina de Organizaciones Indígenas (CAOI) (Perú)
Tom Kucharz, membro della Segreteria Confederale di Ecologistas en Acción (Spagna)
Joseph Henry Vogel, professore, Dipartimento di Economia, Università degli Studi di Puerto Rico/Río Piedras e di FLACSO-Ecuador (Puerto Rico)
Cochabamba, Bolivia/15 ottobre 2009
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