Tribunale del Clima condanna Paesi Industrializzati per il surriscaldamento globale
October 7, 2009 |
A Bangkok si è tenuta una sessione di un giorno del Tribunale Internazionale per la Giustizia della Terra: Tribunale Globale del Clima, che ha reso una sentenza di condanna contro i paesi industrializzati del Nord per aver causato “miseria indicibile”. Il “tribunale” del popolo - una finzione giuridica il cui messaggio è, piuttosto, politico - ha raccolto testimonianze di gente proveniente da diverse parti dell’Asia, e che già soffrono direttamente le conseguenze dei cambiamenti climatici. I principali accusati - e condannati - per “illecito planetario e danni intergenerazionali” sono Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna, Canada e Giappone.
L’avvocato e giurista ambientale Filippino Ramon Oposa, rappresentante dell’accusa, ha poi sottolineato come i paesi industrializzari andrebbero chiamati Paesi Sovra-Consumatori (OverConsuming Countries), mentre i paesi in via di sviluppo Paesi a Basso Consumo (Low Consuming Countries), al fine di meglio e più chiaramente presentare la voracità consumista dei paesi del Nord, e la frugalità - fino ad arrivare al sotto-consumo - dei paesi del Sud. Allo stesso modo, questa terminologia verrebbe a ribaltare il rapporto tra il nord industrializzato (che rappresenta progresso, benessere, civiltà tecnologica) e il Sud in via di sviluppo (e quindi in ritardo, povero, tecnologicamente indietro) in modo tale da mettere al centro gli aspetti ecologicamente e socialmente devastanti dell’industrializzazione e del progresso.
Anche l’equalizzazione tra frugalità, basso consumo (e in ultima analisi sostenibilità) da una parte, e povertà, necessità di sviluppo e crescita economica (e tecnologico-industriale) dall’altra è messa in discussione, così come sono messoiin discussione gli aspetti deterministici dello sviluppo. A questo proposito Vandana Shiva, la fisica, scrittrice e attivista Indiana strenuo difensore della cultura ed economia contadina locale, ci ricorda come popoli sono considerati poveri se mangiano il cibo che coltivano piuttosto che quello distribuito commercialmente dalle grandi multinazionali alimentari, o se vivono in abitazioni da loro stessi costruite e adattate alle condizioni ecologiche locali piuttosto che in case di cemento, se indossano abiti fatti a mano con fibre naturali piuttosto che sintetiche. Si potrebbe quasi dire che la ridenominazione non va sufficientemente in fondo, ma - as far as it goes - è più che benvenuta.
Ma tornando al tribunale, le testimonianze hanno raccontato dei danni alle coltivazioni del ciclone Alia e dell’aumento del livello del mare, degli effetti delsurriscaldamento sui ghiacciai in Nepal, delle siccità in Tailandia, degli effetti sulle riserve idriche in Indonesia.
Il Tribunale è stato organizzato dalla Global Coalition for Climate Action (GCCA) e dalla Asia Pacific People’s Movement for Debt and Development (APMDD), ed è stato assistito dal Thai Working Group on Climate Justice e dal network di avvocati Global Legal Action on Climate Change (GLACC), tra gli altri.
In particolare lo scopo del tribunale era quello di dare un volto ai gravi problemi legati all’adattamento ai cambiamenti climatici già in atto o ai quei cambiamenti che ancora non si sono manifestati pur essendo oramai inevitabili, e di collegare queste testimonianze dal basso con i negoziati in via di svolgimento a Bangkok, che proprio nella tematica dei finanziamenti per l’adattamento hanno trovato uno degli ostacoli più ardui.
Per maggiori dettagli: International Tribunal Indicts Developed Countries for Global Warming
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