Giustizia Climatica

Pericoloso per l’ambiente, pericoloso per il clima: nuove certificazioni alimentari cercansi

July 20, 2009 |

La notizia postata ieri sulla certificazione climate-friendly svedese ci ha fatto riflettere sull’assurdità del corrente sistema di certificazioni e etichette “verdi” o “ecologiche” o “ambientali”. La maggior parte dei prodotti alimentari (per limitarsi a questo settore) sono prodotti, distribuiti e messi in vendita senza la minima attenzione agli effetti ambientali (non considerando per il momento gli aspetti sociali della questione) e/o climatici di produzione, distribuzione e consumo.
Pericoloso per il clima - pericoloso per l'ambiente
Questo pur nella piena consapevolezza di questi effetti negativi e, a volte, potenzialmente disastrosi. Si è quindi creato un mercato quasi parallelo di prodotti “verdi” o “ecologici”, un mercato di nicchia con molta risonanza e poco fatturato, che è orientato principalmente al consumatore con molto potere d’acquisto, dato che questi prodotti ecologici costano al dettaglio notevolmente di più di prodotti “normali”.
E proprio questo ci sembra il problema. Certificando soltanto alcuni prodotti come ecologici, si assegna a tutti gli altri automaticamente un valore di normalità. A questa normalità però corrispondono pericoli e danni per l’ambiente e per il clima, per via - ad esempio - del massiccio utilizzo di pesticidi e fertilizzanti chimici, di combustibili fossili, di tecnologie estrattive e produttive insostenibile e dannose. L’utilizzo di etichette e certificazioni verdi sposta la responsabilità dal cittadino che partecipa alle decisioni rilevanti per la comunità al consumatore che partecipa al mercato rivelando le sue preferenze attraverso le scelte di acquisto. Il produttore è deresponsabilizzato, e “la politica” serve gli interessi di economia e mercato semplicemente “informando e proteggendo” il consumatore attraverso la introduzione di etichette e certificazioni.
Questa situazione dovrebbe essere invece stravolta: ogni prodotto ecologico dovrebbe rappresentare la normalità, il buon senso, mentre proprio quei prodotti nocivi per ambiente e clima (e anche per la/le comunità) dovrebbero venir etichettati e/o certificati come percicoloso per l’ambiente, pericoloso per il clima.

Chiaramente queste considerazioni sono valide per una fase di transizione, e non come obiettivo “finale”. In ultima analisi GiustiziaClimatica auspica una soluzione politica che finalmente vieti processi e metodi di produzione dannosi per ambiente e clima.

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