Giustizia Climatica

Una breve analisi della legge Waxman-Markey sul commercio del carbonio negli USA

July 9, 2009 |

Il Congresso Statunitense ha da poco approvato il cosiddetto Waxman-Markey Bill che prevede la regolamentazione delle emissioni di gas serra e l’introduzione di un sistema di commercio del carbonio simile a quello dell’Unione Europea. L’approvazione è stata accolta con toni trionfali. Brian Tokar riferisce come Henry Waxman (uno degli sponsor della legge) abbia commentato l’approvazione come decisive and historic action, come in Presidente Obama abbia descritto la legge come a bold and necessary step, e come Fred Krupp, dello Environmental Defense Fund (una delle maggiori NGO ambientaliste Statunitensi) l’abbia chiamata the most important environmental and energy legislation in the history of our country. Eppure ad una pur breve analisi questa legge sembra fare buchi da tutte le parti.

La Legge, ufficialmente chiamata American Clean Energy and Security Act, soffre di una serie di problemi gravi, che la rendono con goni probabilità “peggio di niente”. Vediamo nel dettaglio questi problemi.

L’anno di riferimento

L’anno di riferimento su cui misurare la riduzione delle emissioni è il 2005. Nel Protocollo di Kyoto l’anno di riferimento è il 1990. Nelle proiezioni e nei calcoli di obiettivi precauzionali di abbattimento delle emissioni dell’IPCC l’anno di riferimento è il 1990. E se entrambi gli anni sono il risultato di compromessi, il 1990 è diventato oramai il punto di riferimento sottinteso quando si parla di riduzione delle emissioni. Spostando il riferimento al 2005 si ottengono due risultati: proiettare una percezione della riduzione delle emissioni maggiore di quella reale (dal momento che dal 1990 al 2005 le emissioni sono aumentate notevolmente), e si stabilisce un obiettivo di riduzione effettivamente modesto.

Cap and Trade

Il principale strumento di riduzione delle emissioni è un sistema di commercio del carbonio del tipo cap-and-trade, ossia basato sulla creazione di un tetto delle emissioni, e di un mercato delle stesse, all’interno del quale le entità regolate potranno scambiarsi i permessi di emissione ricevuti. Al di là dei problemi intrinseci a soluzioni di mercato a problemi ambientali - e in particolare al problema dei cambiamenti climatici - un dato è particolarmente rilevante: l’80% dei permessi di emissione saranno distribuiti gratuitamente alle entità regolate, costituendo un enorme profitto per le grandi industrie ad alta intensità di carbonio, quali l’industria petrolifera, del carbone, del cemento, dell’acciaio e dell’elettrictà. Inoltre, secondo calcoli del Center for Biological Diversity, il sistema di cap-and-trade verrebbe a determinare una riduzione delle emissioni di 1% all’anno fino al 2020: ben poca cosa!
Infine, la scelta strutturale è caduta sul cosiddetto downstream permitting, ossia la regolamentazione delle fonti di emissioni a valle dei processi produttivi: non all’estrazione dell’energia, ma all’uso finale industriale. Questo genera una serie di problemi, il principale dei quali è che rimangono dei margini di flessibilitÀ nel calcolare e misurare le emissioni nell’anno di riferimento enormi, con conseguente enorme rischio di dare i numeri. Peter Dorman di Econospeak si esprime così sul problema: “there are acres of wriggle room about how to measure who emitted how much in the base year and therefore how much should be reduced tomorrow. Enforcement is complex, expensive and full of loopholes“.

Riduzioni delle emissioni e Offset internazionali

La legge Waxman-Markey prevede la possibilità di utilizzare i cosiddetti Offset (sostituzioni) - ossia di acquistare crediti di emissioni all’estero - al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione prescritti, operando una sostituzione degli abbattimenti secondo la logica familiare del Clean Development Mechanism, ossia in virtù del “fatto scientifico” che i gas serrano sono uniformemente distribuiti nell’atmosfera, e quindi il luogo dove le riduzioni avvengano è poco importante. Lasciando da parte i profondi problemi che questa logica di astrazione determina (e si rinvia al’articolo di Larry Lohman Carbon Trading, Climate Justice and the Production of Ignorance - Ten Examples), il punto da sottolineare è che attraverso questi offset, le effettive riduzione sul territorio americano potrebbero ben essere procrastinate nel lontano futuro: 2027 secondo Tokar; 2030 secondo Michael Wara di Stanford; 2025 secondo Mother Jones. Questo grazie all’enorme ammontare di offset consentiti: 2 miliardi di tonnellate di carbonio. Questo loophole è stato giustamente chimato un cavallo di Troia.

In conclusione, la legge Waxman-Markey approvatas dal Congresso USA fornisce ben pochi motivi di giubilo, e semmai desta preoccupazioni nella misura in cui è il primo passo per raggoiungere un mercato globale del carbonio così come previsto nel Protocollo di Kyoto e come auspicato nella recente comunicazione dell’Unione Europea sul clima. C’è poi da notare come il passaggio in Senato potrà ulteriormente - se possible - peggiorare questa legge, anche considerando come - per fare un esempio - Shell si sia già lamentata del fatto che le raffinerie non abbiano ottenuto sufficienti permessi gratuitamente!

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Comments

One Response to “Una breve analisi della legge Waxman-Markey sul commercio del carbonio negli USA”

  1. G8 sul clima: consenso storico oppure occasione mancata? : Giustizia Climatica
    July 17th, 2009 @ 7:08 am

    [...] Il primo punto, quello appunto di mantenere l’aumento di temperatura entro i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, è da tempo promosso come tetto precauzionale dall’Unione Europea. L’avvento dell’amministrazione Obama ha fatto sì che ora anche gli Stati Uniti aderiscano a questo obiettivo, da cui discende l’accordo raggiunto al G8. Una simile convergenza di vedute sulla politica climatica è altresì evidente nel supporto di Obama per uno schema di cap-and-trade simile a quello in vigore nell’unione europea dal 2005, come strumento centrale per la riduzione delle emissioni (e con molti degli stessi problemi, si deve aggiungere. Per un’analisi vedi articolo Una breve analisi della legge Waxman-Markey sul commercio del carbonio negli USA). [...]

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