Giustizia Climatica

Mi ritorna in mente: il dejavu della mozione contro la realtà dei cambiamenti climatici

April 1, 2009 |

Leggendo la oramai famigerata mozione “Dell’Utri, Nania e Poli Bortone” (ma molti altri sono stati co-sponsor) mi ritornano in mente le discussioni sui newsgroups del 2001/2002, nei gruppi sci.environment e alt-global-warming, appena a seguito della pubblicazione del terzo rapporto dell’IPCC (nome in codice “TAR”, per Third Assessment Report). Mi ritornaro in mente le varie obiezioni, scetticismi e tesi contrarie ripetutamente presentate in quei gruppi da vari cosiddetti “trolls”, i quali, spesso ignari e ignoranti, ripetevano pari pari le litanie di personaggi come Rush Limbaugh, or Craig Idso. Tesi e obiezioni frutto di “sponsorizzazioni” cospicue, in termini di denaro, da parte delle lobby dell’industria energetica, a beneficio in particolare di “think tank” (quali lo Heartland Institute, che opera un sito web dedicato alla disinformazione sul clima: global warming heartland) costituiti e operanti al fine di diffondere disinformazione (sulla falsa riga delle strategia dell’industria del tabacco). Tali posizioni e tesi, riassumibili in slogan del tipo CO2 is good for you, avevano una logica ed una progressione sistematica.

Il surriscaldamento globale non esiste. Se esiste non è causato da attività umane, ma è un fatto naturale. In più, l’aumento di CO2 nell’atmosfera è benefico, dato che favovirà la crescita di vegetazione. Comuqnue sia, bisognoa studiare di più il fenomeno, per vedere se sia reale o meno. E seppure fosse reale, e ci dovesse essere lo zampino dell’uomo, mitigare i cambiamenti climatici costerebbe troppo, ed è meglio spendere i soldi altrimenti. In particolare Bjørn Lomborg, statistico danese, ha ripetutamente insitito su questo punto nel suo famoso libro The Skeptical Environmentalist (c’è un detto in inglese a proposito delle statistiche: statistics, damn statistics and lies).L’ultimo passo (il)logico è quello che ha portato all’accordo di Kyoto, e alla preparazione delle premesse per la creazione del mercato globale del carbonio. Mercato globale il cui punto di arrivo potrebbe essere il “Protocollo di Copenhagen”, o un suo successivo momento di attuazione, frutto di appendici negoziali da considerarsi in successive COP.

Quindi, questa mozione. Il testo integrale è disponibile presso il sito del senato (PDF, pag. 141). I punti centrali della mozione ripropongono la stessa progressione (il)logica e “negazionista”. In particolare, riprendendo il filo delle polemiche di fine 2008 (vedi Costi, benefici e responsabilità climatica: una breve analisi critica della posizione italiana), la mozione rileva e lamenta una serie di fatti, tra cui: che la Commissione Europea dia per scontato “l’attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell’atmosfera terrestre all’emissione dei gas serra antropogenici (e tra questi soprattutto all’anidride carbonica prodotta dall’uso dei combustibili fossili)”; “la fissazione [da parte dell'Unione Europea] di gravosi e vincolanti obiettivi” per i paesi membri; che la Commissione abbia come obiettivo strategico il mantenimento di una soglia precauzionale di aumento della temperatura terrestre inferiore o pari ai 2 gradi centigradi; che la Commissione dia troppo credito alla relazione Stern “ricca di previsioni di catastrofici sconvolgimenti climatici con gravissime conseguenze economiche”.

Poi, volgendosi verso cosa fare per “correggere” gli errori della Commisione, la mozione continua ripetendo la litania:

  1. Il surriscaldamento globale non esiste: “una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non creda che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 °C) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all’anidride carbonica di emissione antropica”. Qui si cita una “petizione di oltre 650 scienziati” che sarebbero dell’avviso che il surriscaldamento globale non esiste o non è problematico. Questa petizione è una vecchia conoscenza, purtroppo, dietro alla quale c’è la mano del ben conosciuto Senatore Repubblicano James Inhofe, notorio “negazionista” e protettore degli interessi dell’industria energetica statunitense. La petizione, già di 400 esperti un pò di tempo addietro, e cresiuta recentemente fino a oltre 650, appare preparata da Marc Morano, spin doctor di Inhofe (ma vedi anche questo post).
  2. Non vi sono dati che mostrino cambiamenti climatici in atto: “il livello dell’acqua negli oceani non sta aumentando a ritmo preoccupante, che i ghiacciai basati su terraferma nelle calotte polari non si stanno sciogliendo, che il numero e l’intensità dei cicloni ed uragani tropicali non sta aumentando, che negli ultimi dieci anni la temperatura media al suolo dell’atmosfera terrestre non risulta aumentata, che secondo gli oceanografi non vi è alcun rischio di blocco della corrente del Golfo, che negli scorsi mesi si è riformata la calotta polare nella stessa estensione di venti o trenta anni fa;”
  3. Se esiste, non dipende da attività umane e da CO2: la mozione vuole “rimarcare altresì come non sia ancora affatto chiarita la dipendenza della temperatura media dell’atmosfera terrestre al suolo dalla concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera”
  4. CO2 is good for you: “se pure vi fosse a seguito dell’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici”
  5. Per poi passare a lamentare i costi proibitivi di politiche di mitigazione, e finalmente la ricetta da seguire:

    1. “una minor cogenza degli obiettivi quantitativi e temporali, escludendo, quindi a maggior ragione, ogni possibilità di loro inasprimento”
    2. riscrittura del Protocollo “anche in funzione del coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo”
    3. “costituzione di un centro d’eccellenza per l’approfondito dibattito scientifico in materia, che conforti o smentisca sulla fondatezza e sulla certezza della teoria del riscaldamento globale causato dall’uomo e sull’efficacia delle misure proposte in seno al Protocollo di Kyoto, in particolare con riferimento al rapporto costi/benefici e che costantemente aggiorni il dato scientifico ed i risultati della ricerca in tema di climatologia”

    Per un’analisi sulle questioni dei punti 1 e 2 (costi/benefici e partecipazione dei paesi in via di sviluppo come condizione per un accordo post-Kyoto), si veda Costi, benefici e responsabilità climatica: una breve analisi critica della posizione italiana.

    In definitiva, sembra proprio un dejavu, un incubo che ritorna dope che questi tentativi di “negazionismo” di junk science, sembrava fossero stati accantonati anche dai più irriducibili.
    La mozione ha comprensibilmente scatenato molte reazioni, alcune incredule, alcune furibonde. Il commento del WWF che la “mozione di esponenti del Partito della Libertà, che negano l’esistenza di un cambiamento climatico in atto e della responsabilità umana come sua causa, dimostra la pericolosa leggerezza e superficialità nel partito di maggioranza su temi ormai nelle agende politiche di tutto il mondo”, sottilineando la pericolosa leggerezza e superficialità, non coglie però il punto. Né lo coglie il commento di Greenpeace, laddove definisce la mozione come espressione del “più becero analfabetismo scientifico”.
    Questa mozione, a nostro avviso, non può che essere il risultato di mala fede: sarebbe ingeneroso considerare il gruppo di esponenti del PdL dietro alla mozione così ingenuo e sprovveduto da “abboccare” a queste trite e ritrite litanie, quando costituiscono un metodo e una logica ben riconoscibili come “patrimonio strategico” dei negazionisti da molti anni.

    Per finire, la lista completa dei promotori della mozione (vedi la lista alfabetica dei senatori su senato.it per le biografie e i dati essenziali), tutti del PdL, è la seguente:

    • Sen. D’Alí
    • Sen. Possa
    • Sen. Cursi
    • Sen. Coronella
    • Sen. Dell’Utri
    • Sen. Digilio
    • Sen. Fluttero
    • Sen. Gallone
    • Sen. Nania
    • Sen. Nessa
    • Sen. Orsi
    • Sen. Viceconte
    • Sen. Asciutti
    • Sen. Barelli
    • Sen. Bevilaqua
    • Sen. Firrarello
    • Sen. Valditara
    • Sen. De Eccher
    • Sen. Serafini, Giancarlo
    • Sen. Sibilia
    • Sen. Baldini
    • Sen. De Feo
    • Sen. Malan
    • Sen. Izzo
    • Sen. Vetrella
    • Sen. Piscitelli
    • Sen. Boscetto
    • Sen. Casoli
    • Sen. Caruso
    • Sen. Piccone
    • Sen. Compagna
    • Sen. Giuliano
    • Sen. Poli Bortone
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    Comments

    2 Responses to “Mi ritorna in mente: il dejavu della mozione contro la realtà dei cambiamenti climatici”

    1. VDL
      April 1st, 2009 @ 2:42 pm

      Il sito Real Climate, in un esilarante post-pesce d’aprile ha riproposto la litania dei “contrarians”, ossia dei negazionisti (e contenuto fondante della mozione commentata in questo post. Val bene una lettura: Farewell to our Readers

    2. La mozione sul clima è stata approvata : Giustizia Climatica
      April 15th, 2009 @ 5:38 pm

      [...] di ritardo, riportiamo che la mozione 1-00107 “Dell’Utri, Nania e Poli Bortone” (di cui abbiamo parlato) è stata sfortunatamente approvata dal senato durante la seduta del 1 Aprile 2009. [...]

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