Giustizia Climatica

Obama e il Major Economies Forum

March 28, 2009 |

Il presidente degli Stati Uniti Obama ha lanciato un invito per un Major Economies Forum on Energy and Climate, da tenersi il 27 e 28 di Aprile 2009 a Washington. Il meeting è inteso come preliminare e preparatorio verso il G8 di luglio alla Maddalena. Le nazioni invitate sono 17: Australia, Brasile, Canada, Cina, Unione Europea, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea del Sud, Messico, Russia, Sud Africa, Gran Bretagna e Stati Uniti. La Danimarca parteciperà in considerazione del fatto che presiederà la Conferenza sul clima che si terrà a Copenhagen a Dicembre (COP15). Sono state invitate anche le Nazioni Unite. Ora, questo dialogo si inserisce sul binario preparato dall’amministrazione Bush, con il suo Major Economies Meeting on Energy Security and Climate Change.
L’idea originaria era quella di costruire un dialogo “ristretto” in termini di partecipazione, ma sufficientemente “largo” in termini di emissioni. Infatti i 16 membri del dialogo rappresentavano - e rappresentano - circa l’80% delle emissioni globali. RImane da vedersi se il Forum previsto da Obama prenderà una piega diversa da quella del dialogo costruito da Bush, definito sia da organizzazioni ambientaliste come Greenpeace che da diplomatici dell’Unione Europea una diversione, e come un piano per costruire un accordo alternativo alle Nazioni Unite, che preveda aspirazioni piuttosto che obiettivi quantificati di riduzione delle emissioni, e che nutra e arrivi ad un “patto debole” tra Stati Uniti e Cina

L’obiettivo del forum di Obama È quello di stimolare un dialogo tra paesi industrializzati e in via di sviluppo che hanno un ruolo chiave nell’ambito dei negoziati sul clima, e per generare la necessaria leadership politica, al fine di arrivare ad un accordo di successo a Copenhagen. In più il Forum intende approfondire l’esplorazione di concrete opportunità e joint ventures per aumentare la provvigione di energia pulita e allo stesso tempo ridurre le emissioni dei gas serra (leggi testo integrale del comunicato stampa, in inglese).

Come detto, questo Forum ha un ruolo preparatorio in funzione del G8 della Maddalena. Sin dal G8 di Gleneagles, quando i cambiamenti climatici entrarono nell’ordine del giorno del G8, i documenti finali (di Gleneagles, di Hellingdam e di Tokyo) hanno prodotto copie carbone dell’approcio di policy basato su mercato e tecnologia. In particolare il Gleneagles Plan of Action ha creato la scena entro cui la politica climatica del G8 si muove e si è mossa: efficienza energetica; comportamenti dei consumatori; agrocarburanti (biofuels); riconoscimento dell’energia nucleare come legittima; riconoscimento del fatto che i combustibili fossili costituiranno la maggior parte del mix energetico. Questo ultimo punto poi è strumentale alla proposizione del clean coal e della cattura e sequestro del carbonio. In buona parte questi strumenti di policy sono gli stessi elencati dal piano energia e clima di Obama, e verosimilmente saranno i punti di dialogo sia del Forum che del prossimo G8.

Seguendo l’incoraggiamento contenuto nel documento finale del G8 di Gleneagles, la International Energy Agency (IEA) e il Carbon Sequestration Leadership Forum hanno tenuto un workshop nel novembre 2007. Neil Hirst, Direttore dell’ufficio tecnologia della IEA ha riassunto il workshop nel seguente modo (parafrasi): carbone e altro combustibili fossili continueranno ad essere la fonte di energia predominante per decenni; questa conclusione è alla base del consenso globale molto solido e potente che sta emergendo sul ruolo centrale della cattura e sequestro del carbonio nei piani di riduzione delle emissioni. Il piano è pronto: 20 impianti ognuno con una capacità di 20 milini di tonnellate di CO2 l’anno devono essere operativi entro il 2020. Le politiche dell UE in materia sono in linea con queste conclusioni. La centrale di dimostrazione di E.On e Siemens in apertura questa estate in Germania segue questo percorso. Gli investimenti in Norvegia per introdurre cattura e sequestro di carbonio in centrali a gas costruite e in costruzione segue anch’essa questo. Rimane da vedere se e come il sequestro del carbonio entrerà a far parte dell’accordo di Copenhagen (a Bali vi era stato un tentativo, ma senza successo). E rimane da vedere che tipo di concretezza Obama e il G8 della Maddalena approteranno.

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Comments

One Response to “Obama e il Major Economies Forum”

  1. G8 sul clima: consenso storico oppure occasione mancata? : Giustizia Climatica
    July 17th, 2009 @ 6:08 am

    [...] accordo, che è stato “registrato” nel documento del Major Economies Forum intitolato Dichiarazione dei Leader del Forum delle Maggiori Economie (MEF) su Energia e Clima, [...]

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