Giustizia Climatica

Il pacchetto europeo per il clima: tutto fumo!

December 15, 2008 |

La riunione del Consiglio Europeo dell’11 e 12 Dicembre 2008 è stata un successo, a sentire i comunicati stampa della Presidenza francese del Consiglio Europeo e del Parlamento Europeo. Eppure il già debole pacchetto clima e energia presentato nel 2007 è stato ulteriormente indebolito, con chiara cessione alle pressioni di lobby industriali in nome della competitività, e di Stati membri dipendenti dal carbone. L’Italia ha sfortunatamente fatto la sua parte per diluire i contenuti del pacchetto (a presto un articolo specifico). Vediamo i punti salienti del documento finale ENERGY/CLIMATE CHANGE ELEMENTS OF THE FINAL COMPROMISE.

Emissions Trading
A differenza dell’attuale normativa che prevede la distribuzione gratuita dei permessi seconda la logica del grandfathering, per la fase 3 Schema Europeo di Emissions Trading è prevista la vendita all’asta dei permessi. La progressione della vendita all’asta è la seguente: 20% nel 2013; 70% nel 2020; 100% nel 2027. Ma vi sono chiaramente delle eccezioni. Il compromesso ha recepito le pressioni di settori industriali a rischio carbon leakage (ossia delocalizzazione), cosí che “agli impianti in settori e sottosettori esposti ad un rischio significativo di delocalizzazione verranno assegnati permessi di emssione a titolo gratuito”.
In più, il testo di compromesso arriva a consentire che fino al 70% delle emissioni coperte dallo Schema Europeo di Emissions Trading possano essere compensate (offset) attraverso l’acquisto di crediti sul mercato internazionale del Clean Development Mechanism, quindi evitando reali riduzioni “casalinghe”.
Climate Action Network Europe, Friends of the Earth Europe, Greenpeace, Oxfam e WWF hanno distribuito un comunicato stampa in cui denunciano questo compromesso come un fallimento per l’Europa e una delusione rispetto alle aspettative create dal recente branding di un’Europa “campione del clima”.

Sequestro Geologico del Carbonio
Il testo del compromesso prevede che 300 milioni di permessi siano utilizzati per garantire fondi a progetti dimostrativi di sequestro geologico del carbonio. Questo punto è considerato un “successo”, pur se rappresenta un incentivo verso il continuo utilizzo di carbone come fonte energetica e pone una serie di problemi molto seri con riguardo alla sicurezza umana ed ambientale e alla integrità dei depositi sotterranei (si veda l’articolo Il sequestro geologico della CO2: soluzione o distrazione?).

Pressioni dei Governi
Il documento finale di compromesso è il risultato, come accennato, di pressioni di industria e Governi. In particolare, la riduzione dell’ammontare dei permessi venduti all’asta e il rallentamento della progressione (rispetto al “100% subito” previsto nel piano originale della Commissione Europea) è una vittoria per la Germania di Angela Merkel, che ha guidato la “campagna” a favore delle industrie del cemento, del ferro e della chimica.
L’Italia dal canto suo non è stata guardare. Nel corso delle ultime settimana l’Italia è entrata in polemica con l’Europa per via della posizione assunta dal governo Berlusconi circa il pacchetto clima, alla luce della crisi finanziaria. (vedi Italia contro Europa sulle politiche climatiche: rinnegando la nostra responsabilità). Il Governo italiano aveva richiesto un “pausa”, ovvero una sospensione dell’applicazione della regolamentazione sulle emissioni di gas serra per i prossimi 12-15 mesi al fine di verificarne i costi. E pur non riuscendo a prevenire un accordo, certamente l’accordo si è dimostrato molto diluito, e, come riportato da Repubblica,

Berlusconi esulta: “Abbiamo avuto tutto quello che chiedevamo”

e ancora

il ministro degli Esteri Franco Frattini ha rivendicato come un grande successo italiano anche l’inserimento di “una clausola di revisione generale al marzo 2010 per l’intero pacchetto clima-energia dell’Ue estesa alla valutazione sull’impatto di competitività”

Citiamo ancora Repubblica, questa volta a proposito della delocalizzazione:

Sulla definizione delle industrie a rischio di delocalizzazione (carbon leakage) che potranno beneficiare dei diritti di emissione gratuiti al 100%, la nuova bozza accoglie soprattutto le richieste avanzate dalla Germania per tutelare le sue imprese manifatturiere e la produzione di cemento, acciaio e alluminio. Le rivendicazioni italiane a tutela di ceramica, vetro e carta saranno soggette invece a un complicato calcolo in base alla percentuale di extra costi che l’acquisto di certificati di emissione comporterebbero per i diversi settori e sottosettori.

Quello che resta del pacchetto clima è ben poco, nonstante i valori formali degli obiettivi siano rimasti quelli del 20-20-20 (20% di riduzioni di emissioni di gas serra, 20% di incremement odi efficienza energetica, e 20% di energia generata da fonti rinnovabili).
Il testo dovrà ora essere approvato dal Parlamento Europeo.

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Comments

4 Responses to “Il pacchetto europeo per il clima: tutto fumo!”

  1. admin
    December 17th, 2008 @ 3:12 pm

    Il Parlamento Europeo ha approvato - apparentemente a larghissima maggioranza - il il pacchetto clima e energia dell’Unione Europea, al cui testo di compromesso il post si riferisce.

  2. Costi, benefici e responsabilità climatica: una breve analisi critica della posizione italiana : Giustizia Climatica
    December 30th, 2008 @ 1:22 pm

    [...] procedere e definire la politica climatica dell’Unione Europea fino al 2020 (vedi articolo Il pacchetto europeo per il clima: tutto fumo!). Il Ministro delll’Ambiente Italiano Prestigiacomo è stato tra i più accaniti sostenitori [...]

  3. Nuovo piano UE per un accordo climatico a Copenhagen : Giustizia Climatica
    January 29th, 2009 @ 4:17 pm

    [...] pacchetto clima e energia (annacquato e) approvato lo scorso Dicembre dallo European Council (vedi Il pacchetto europeo per il clima: tutto fumo! su GiustiziaClimatica). I tre obiettivi sono: 1) Azioni e obiettivi 2) Finanziamenti 3) La [...]

  4. Il Consiglio Europeo adotta il pacchetto clima ed energia : Giustizia Climatica
    April 8th, 2009 @ 3:50 pm

    [...] e 20% di energia generata da fonti rinnovabili) di cui GiustiziaClimatica ha già parlato, nel post Il pacchetto europeo per il clima: tutto fumo! Per il comunicato stampa ufficiale: Council adopts climate-energy legislative [...]

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