Foreste e mercato a Poznan
December 15, 2008 |
Uno dei punti centrali dei negoziati di Poznan è stato trovare un accordo sull’inserimento della conservazione delle foreste nel mercato del carbonio. Questo in vista di ridurre deforestazione e degrado forestale, attraverso gli ormai famosi progetti REDD. Questo tipo di progetti si inseriscono nel più ampio quadro dei “pagamenti per servizi ambientali”, un innovativo meccanismo di mercato che prevede il pagamento di somme di denaro a fronte di attività di protezione di vari ecosistemi, da fiumi a foreste a paludi etc. Nel caso dei REDD, il “ritorno sull’investimento” è garantito dalla possibilità di vendere crediti di carbonio a industrie e/o a società di intermediazione, come “offset” per le proprie emissioni. Ma al di là dei problemi relativi alla stabilità dell’immagazinamento del carbonio contenuto negli alberi (e in particolare al mancato rilascio di tale carbonio per via della “ridotta” deforestazione), vi sono almeno due punti chiave che a Poznan hanno generato resistenza da parte di vari gruppi e network che orbitano attorno alla coalizione Climate Justice Now!
Il primo è la definizione di foreste. Secondo la definizione ufficiale in uso, stabilita nei Marrakesh Accords, piantagioni arboree sono qualificabili come foreste, e quindi possono legittimamente generare crediti di carbonio approvati dalla UNFCCC. PEr maggiroi - e più vivide - informazioni si rimanda ad un articolo pubblicato su redd-monitor.org (in inglese), in cui Sean Cadman della Wilderness Society Australiana descrive sia la definizione di foresta contenuta nei Marrakesh Accords, sia le sue possibili conseguenze pratiche.
In secondo luogo, e nonostante la retorica relativa alla partecipazione di popolazioni indigene e comunità forestali, ogni riferimento al riconoscimente e protezione dei loro diritti, nonché ogni riferimento alla Dichiarazione sui Diritti delle Popolazioni Indigene, è stato rimosso dal testo dela decisione dello SBSTA, su pressione di Australia, Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda. I gruppi di popolazioni indigene presenti a Poznan hanno presentato vigorose proteste. Victoria Tauli-Corpuz, chair del Forum Permanente delle Popolazioni Indigene delle Nazioni Unite, ha dichiarato che nel 60imo anniversario dell’adozione della Dichiarazione Unviersale dei Diritti dell’Uomo,alcuni stati hanno negato i diritti delle popolazioni indigene alla UNFCCC.
Infine, il legame che si viene a creare tra foreste e mercato del carbonio attraverso politiche REDD è di natura perversa. E per il su menzionato problema della definizione di foreste; e perché legare la protezione delle foreste a meccanismi di mercato crea una doppia “perversione”. Da un parte, internalizza il modello della transazione economica - e della relativa quantificazione monetaria - come strumento di protezione ambientale e come misura del “valore” di foreste e biodiversità. Dall’altra limita fondamentalmente la discussione sul “come” attuare le politche REDD, piuttosto se sul “se”, determinando un senso di inevitabilità artificiale.
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