Accordo di Copenhagen? Ad oggi significa 775 ppm e +3.9 gradi nel 2100
February 6, 2010 | 0 Commenti
Un’analisi di Climate Interactive sugli impegni registrati negli allegati dell’Accordo di Copenhagen al 4 Febbraio mostra come tali impegni determinerebbero nel 2100 una concentrazione di CO2 nell’atmosfera di 775ppm, ed un aumento della temperatura media terrestre di 3.9 gradi centigradi.
Da notare come la traiettoria denominata low emission path, che dovrebbe rappresentare la traiettoria precauzionale, risulterebbe in concentrazioni di gas serra pari a 470ppm, ben al di sopra sia alla soglia di 350ppm, simbolo della grande campagna 350.org e soglia massima per poter sperare di mantenere l’incremento della temperatura media terrestre entro i 2 gradi centigradi, sia di soglie inferiori invocate da paesi africani, piccoli Stati insulari e alcuni paesi sudamericani come la Bolivia, al fine di evitare disastri climatici regionali.
Obiettivi e aspirazioni registrate in appendice all’Accordo di Copenhagen alla prima scadenza
February 3, 2010 | 0 Commenti
Il 31 gennaio rappresentava la prima scadenza contenuta nel testo dell’Accordo di Copenhagen. Dopo vari inviti della Presidenza della COP15 Rasmussen perchè le parti della Convenzione sul Clima si associassero all’Accordo, 55 paesi, tra paesi industrializzati e paesi in via di sviluppo, si sono associati a tale Accordo ed hanno registrato in vario modo i propri obiettivi o le proprie aspirazioni in relazione alla riduzione delle emissioni dei gas serra. L’elenco completo è disponibile sul sito della UNFCCC: paesi in via di sviluppo e paesi industrializzati. È bene ricordare che mentre per i paesi industrializzati si tratta di Quantified economy-wide emissions targets for 2020 (ossia obiettivi nazionali quantificati di riduzione delle emissioni al 2020), per i paesi in via di sviluppo si tratta di “azioni” specifiche, ovverossia Nationally appropriate mitigation actions (ossia azioni di mitigazione appropriate a ciascun paese). è bene anche sottolineare come per la maggior parte, gli obiettivi di mitigazione dei paesi industrializzati corrispondono alle “promesse” pre-Copenaghen.
Nome in codice “L.7″: (dis)Accordo di Copenhagen
December 19, 2009 | 0 Commenti
FCCC/CP/2009/L.7: questo è il nome in codice completo e ufficiale del documento datato 18 Dicembre 2009, e che va anche col nome di Copehagen Accord, ovvero Accordo di Copenhagen. La realtà però è più in sintonia con il nome di Disaccordo di Copenhagen, dal momento che questo accordo è nato in maniera e con contenuti che manifestano con molta chiarezza la profonda spaccatura in seno alla UNFCCC e alle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici - e non solo. La Conferenza delle Parti ha potuto solo “prendere nota” di questo documento-accordo (”The Conference of the Parties, Takes note of the Copenhagen Accord of 18 December 2009“), mancando il consenso unanime necessario per l’adozione formale di una decisione della COP, e cioè la Conferenza delle Parti, organo di governo della Convenzione sul Clima. Ma diamo una breve e preliminare occhiata al valore giuridico del (dis)accordo, e al suo contenuto. Continua a Leggere
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Collasso alla COP15: niente accordo, niente tagli, niente di niente
December 19, 2009 | 0 Commenti
Sudan, Bolivia, Venezuela, Cuba, Nicaragua, Tuvalu……uno dopo l’altro i paesi del G77 hanno preso la parola durante la riunione plenaria di questa notte/mattina, e hanno dichiarato che il testo di accordo preparato e proposto da USA, Cina, India e Sud Africa (e con il tiepido supporto dell’Unione Europea, resa secondaria da questo accordo a quattro) è inaccettabile. Le reazioni di società civile e delegati dei paesi del G77 sono state molto forti, e la dicono lunga sulla deluzione e sulla rabbia che questa fase finale della COP ha generato. Continua a Leggere
Accordo per pochi alla COP15, alla faccia del multilateralismo
December 18, 2009 | 0 Commenti
Le ultime notizie dalla COP15 a Copenhagen sono poco rassicuranti, nonostante il discorso di Obama, in quale aveva sottolineato stamattina la necessità di raggiungere un accordo, anche se imperfetto. Ma questo Copenhagen Accord che pare sia stato raggiunto è un brutto accordo da un punto di vista sostantivo, ma è ancor peggiore da un punto di vista procedurale. Il New York Times riporta che un membro della delegazione americana ha rilasciato la seguente dichiarazione: Continua a Leggere
Verso la catastrofe climatica? Nuovo documento “segreto” emerge a Copenhagen
December 17, 2009 | 0 Commenti
Un nuovo documento “segreto” è emerso in queste ore alla COP15. Il documento è una bozza ufficiale della segreteria della UNFCCC, ed è una “brutta” piena di scarabocchi, annotazioni e sottolineature. Il documento è un resoconto del quadro aggregato delle prevedibili riduzioni delle emissioni di gas serra, che comprende sia le “promesse” dei paesi industrializzati, sia gli obiettivi volontari che vari paesi in via di sviluppo hanno presentato nelle settimane precedenti la COP15. Il documento compara questi dati aggregati con le proiezioni relative allo scenario dell’ultimo rapporto dell’IPCC, che prevede una soglia massima delle emissioni di 450ppm. Il risultato? Continua a Leggere
La COP15 in un clima di confusione, repressione e ingiustizia
December 17, 2009 | 0 Commenti
Negli ultimi 2-3 giorni gli aggiornamenti, le novità e le sorprese dalla COP15 si sono susseguiti continuamente. In attesa della fine della Conferenza, e del tempo - sufficiente e necessario - per un’analisi approfondita, proponiamo tre chiavi di lettura per capire quello che sta succedendo: confusione, repressione e ingiustizia. Continua a Leggere
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Intervento alla COP15 di Climate justice Now! sul debito climatico
December 15, 2009 | 0 Commenti
Riportiamo la traduzione dell’intervento di Hemantha Withanage, dello Sri Lanka, presentato per conto della coalizione Climate Justice Now!, alla COP15 il 12 Dicembre 2009. La versione originale in inglese è disponibile presso il sito della coalizione Climate Justice Now!.
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Bozze negoziali ufficiali: Protocollo di Kyoto e UNFCCC
December 13, 2009 | 0 Commenti
Due bozze negoziali ufficiali sono state presentate a Copenhagen, una in relazione al Protocollo di Kyoto, ed una in relazione invece al “percorso” negoziale sotto l’egida della UNFCCC ( lavorso svolto dal Ad Hoc Working Group on Long Term Cooperative Action under the Convention), in cui partecipano anche gli Stati Uniti (che non hanno ratificato il Protocollo). Entrambe le bozze serviranno come piattaforma di discussione, e prevedono la compilazione di nuove liste di obblighi quantificati di riduzione delle emissioni, l’uno secondo il modello già esistente degli Annessi, e l’altro attraverso la previsione di un annesso integrativo in cui i paesi che non abbian oratificato il protocollo possano assumersi obblighi comparabili per natura giuridica e tipologia (obiettivi di riduzione nazionali) a quelli già espressi nel protocollo di Kyoto. Le bozze sono disponibili sul sito della UNFCCC: bozza del Protocollo di Kyoto; bozza della UNFCCC. Entrambe sono in formato PDF ed in inglese.
Il debito climatico alla COP15, tra la Bolivia e gli Stati Uniti
December 12, 2009 | 0 Commenti
La Bolivia è da tempo uno dei promotori dell’inserimento del concetto di debito climatico nel discorso politico - e poi giuridico - del regime climatico delle Nazioni Unite, supportata, e a sua volta fornendo supporto, alle istanze dei movimenti sociali e dei network e popolazioni indigene. Il 10 Dicembre Todd Stern (il chief negotiator americano) ha dichiarato in una conferenza stampa che gli Stati Uniti riconoscono il proprio ruolo storico nell’accumulazione di emissioni nell’atmosfera, ma rigettano categoricamente ogni senso di colpa e qualificazioni in termini di un dovere di riparazione. La Boliva ha risposto, nella persona dell’ambasciatore alle Nazioni Unite, Pablo Solon. Continua a Leggere
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